Lunedì Santo con Maria Regina della Pace

Carissimi,
dopo che con il “clamore” della Domenica delle Palme ci siamo lasciati alle spalle le consuete immagini legate ai rametti di ulivo di cui ognuno fa incetta in ogni chiesa, vi propongo di entrare nella Settimana Santa nello stile della Regina della Pace: con il digiuno, la preghiera, la meditazione, il silenzio.

La liturgia “contemporanea” ha purtroppo perso alcuni elementi di quel capolavoro che ha rappresentato per secoli il modo specifico di vivere questa settimana della Chiesa Cattolica: anche se ne ritroviamo ancora alcune tracce nella liturgia delle ore, niente ci impedisce di “recuperarli” per alimentare la nostra fede … pensiamo, ad esempio, all’antico Ufficio delle Tenebre del rito preconciliare o alla lettura progressiva dei diversi passaggi della Passione nei giorni feriali: un “sistema” liturgico pensato per aiutare il fedele a spegnere gradualmente le luci del mondo per un’immersione nel silenzio contemplativo.

È esattamente questa “disconnessione dal calcolo umano” che ci può ben preparare a riflettere sul Vangelo di oggi (Giovanni 12, 1-11): Siamo a Betania, a sei giorni dalla Pasqua, e la scena è dominata da un gesto che sembra sfidare ogni metrica “umana” del tempo: Maria prende una libbra di puro nardo, un profumo di inestimabile valore, e lo versa sui piedi di Gesù, asciugandoli con i suoi capelli e tutta la casa si riempie di quel profumo. A questo punto scatta immediatamente il “sistema di controllo” del mondo, incarnato in quella circostanza da Giuda Iscariota … infatti il suo intervento è un capolavoro di razionalità e di analisi costi-benefici:

«Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?»

IIn quel tempo trecento denari equivalevano a quasi un intero anno di lavoro di un salariato: un capitale enorme … Giuda ragiona quindi da perfetto “revisore dei conti”: vede un asset, ne calcola il potenziale mancato guadagno e ne condanna lo spreco … una logica utilitaristica apparentemente impeccabile ma soprattutto contemporanea!

Tralasciando il fatto che – come nota l’Evangelista – a Giuda dei poveri importasse ben poco, tagliamo corto e guardiamoci allo specchio: quante volte noi stessi applichiamo esattamente questa “ingegneria del calcolo” alla nostra vita spirituale?

La logica del lavoro ci porta costantemente a misurare, quantificare, ottimizzare … e così ci capita di fare  anche con il Buon Dio: misuriamo il tempo della preghiera, calcoliamo la “resa” delle nostre devozioni, cerchiamo di incastrare il Signore nei ritagli di un’agenda già satura.

E quando la nostra anima ci chiede – assetata – di sostare un po’ di più davanti a Lui, ecco che scatta il nostro Giuda interiore:

“Non è uno spreco di tempo? Non potrei usare questa mezz’ora per fare qualcosa di più utile e pratico?”.

Punto. Full Stop.

Ma il Creatore non ha bisogno di fogli di calcolo per ragionamenti efficienti, perché Ama (essendo l’amore) … infatti la risposta di Gesù è una direttiva perentoria che smonta la logica del mondo:

«Lasciala fare».

Il Signore ci da evidenza che l’Amore vero non è fatto di equazioni da bilanciare a fine mese, perchè l’amore comporta eccedenze e sovrabbondanze che non si possono misurare, come apprendiamo anche alla scuola della Regina della Pace (che il Cardinale Schonborn defini la migliore Teologa Pastorale): da Medjugorje la Gran Madre di Dio non ci ha mai chiesto una devozione “al ribasso”, misurata col cronometro, ma in ogni messaggio ci ha sempre chiesto l’abbandono totale!

Tuttora cCi esorta continuamente a pregare davanti alla Croce, a stare fermi davanti al Suo Figlio.

In tutti questi anni ci ha sempre chiesto di fare esattamente come Maria di Betania: metterci ai piedi di Gesù e “sprecare” per Lui la nostra risorsa più preziosa … e qual è, intrisi di mondo come siamo oggi, il nostro nardo più costoso? Qual è la risorsa che sembra “mancarci” di più in assoluto?

È il nostro tempo!

Ricordiamoci di quando la Gospa nei primi tempi (8 Gennaio 1983) si rivolse ai suoi Cari Figli del posto dicendo loro che

«Voi parrocchiani potreste pregare anche quattro ore al giorno. Vi sembra troppo?  Ma è appena la sesta parte della giornata! In realtà voi siete perplessi perché pensate di poter vivere solo di lavoro».

Il tempo è una misura efficace dell’amore: nasciamo in questa vita terrena con un bagaglio di secondi predeterminato rispetto al quale nessuno ha alcun potere, come ci ricorda Gesù stesso smontando le nostre ansie di controllo:

«E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?» (Mt 6,27)

le eccezioni in tal senso, almeno nella bibbia, sono state rarissime: nel libro del profeta Isaia il buon Dio, commosso dal pianto di preghiera sincera, concesse quindici anni in più di vita al re Ezechia malato … qualcuno ricorda altri episodi? Io no …

Ecco allora un buono spunto per un proposito pratico che ci aiuti a vivere con frutto questa Settimana Santa: per far sì che la nostra preghiera diventi “un incontro gioioso con il Salvatore” vediamo di spegnere la calcolatrice di Giuda, piantiamocela di misurare alla terza cifra decimale le nostre attività spirituali e ricominciamo ad amare (ammesso lo abbiamo mai fatto prima)

Mettiamoci davanti alla Croce, prendiamo in mano il Santo Rosario e stiamo lì: Senza guardare l’orologio, senza valutare l’efficienza di quei minuti, ma semplicemente lasciando che il “profumo” del nostro tempo sprecato per amore inondi la casa della nostra anima … se amiamo veramente, non sarà la diatriba fra i tre e i quattro rosari al giorno a fare la differenza, ma il pensiero andrà a San Francesco che il giorno che gli fu proposto di fare una gara a chi pregava di più si fermò alla parola Padre

Buona e Santa … Settimana Santa!

Bagno di Romagna 30 Marzo 2026
Ave Maria!
Marco.

[Pubblicato anche su maria.reginadellapace.it e infodamedju]

P.S. Permettetemi un riferimento “contemporaneo” citando alcuni stralci da un brano molto sottovalutato di un cantante che  ha saputo far successo non certo con la sua voce ma con testi veri, e come si sa la verità rende liberi!

Tempo, comunque vadano le cose lui passa, e se ne frega se qualcuno in ritardo, puoi chiamarlo “bastardo” ma intanto è già andato, e fino adesso niente lo ha mai fermato, e tutt’al più forse lo hai misurato con i tuoi orologi di ogni marca e modello, ma tanto il tempo resta sempre lui quello: L’unica cosa che ci data di fare, è avere il tempo da poter organizzare!

… Tempo … Prezioso

Conosco un modo per rimanere a galla: non abboccare a questa grande balla del tempo che ti fa cambiare, che ti modella … e più vai avanti più la vita è meno bella: fuggi dal gruppo e pensa con la tua testa! E stare insieme sarà sempre una festa! Se riuscirai a sopravvivere lontano dal branco, non c’è mai noia non sarai mai stanco ..

Tempo, quando stai bene lui va via come un lampo, quando ti annoi un attimo sembra eterno, Il paradiso può diventare inferno  …

Tempo, ti frego e con il ritmo ti catturo, e ti chiudo in una ritmica di aspetto molto duro, e ti organizzo in battute, in quattro quarti: allora non avrai tempo di liberarti, e con le gambe muovo anche il cervello, e allora il tempo sarà mio fratello, e come lui mi darà sempre una mano, mi darà tempo per andare lontano …

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Marco Piagentini

Informatico dal 1981, Telematico dal 1988, Sistemista IT dal 1994 ed OT dal 2005, Strumentista dal 2005. DJ dal 1986, Fotografo dal 1994, Reporter della Gospa dal 2001 Runner dal 1979, Nuotatore dal 1980, Triatleta dal 2007, Quadratleta dal 2019

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