Depressione 2022/2023

Sono appena di ritorno da un’uscita in bici, la prima “vera” della stagione, la prima dopo l’ennesimo inverno passato sostanzialmente “a letto” per “depressione” … ovvio che io non abbia praticamente più un muscolo, e a quasi 53 anni rimetterne su qualcuno risulta sempre più difficile, specie considerando che la mia anca destra è “arrivata” e quindi non posso più “giovarmi” della corsa, grazie alla quale mi sono ripreso tante volte negli anni: quest’ultima cosa si che è un vero dramma nel dramma, per motivi che saranno poi chiari a chi avrà letto tutta la mia storia, specie l’articolo specifico proprio sulla depressione..

Solo per dare una vaga idea della mia attuale forma fisica, ho appena percorso un tratto di strada (“marattana” per i ternani) di mio storico riferimento alla mirabolante media di 27.4 km/h, la dove solo lo scorso ottobre riuscivo a superare i 34, nel 2018 raggiungevo ancora 39 mentre nel 2011 persino 40; da considerarsi come in quest’ultimo anno avevo già smesso di gareggiare nel triathlon … ed ero persino reduce dalla “Depressione 2010/2011”, uno degli inverni più terribili della mia vita. Fu comunque in quella circostanza che ebbi il dono di capire (incidentalmente a Medjugorje) cosa era la cosiddetta “depressione”, e come “funzionava” sta cosa: mi misi a “studiare” tutto quanto fosse possibile leggere in materia e nell’arco di qualche mese misi a punto un “protocollo” personale di “gestione” della problematica fatto di sport e alimentazione … che dal 2010 ad oggi ha retto praticamente sempre, a parte in un episodio grave nel 2015, in qualcosa di “gestibile” l’anno scorso, e nella crisi di quest’anno la cui dimensione e intensità non penso possa vantare altri paragoni, se non altro per i carichi aggiuntivi che si è portata sulle spalle: cinque anni di sforzi dedicati a costruirmi un’alternativa di vita in Garfagnana, 180.000 euro + spese legali e notarili per acquisire un immobile dove speravo di poter ri-costruire la mia vita ed in particolare costruire quel poco di futuro che manca, distrutti in una decina di minuti da mio padre ovviamente con la sua solita tecnica “sopraffina” mirata a ricondurre il sottoscritto come unico responsabile perché presumibilmente affetto da problematiche psicologiche e psichiatriche.

Così, dopo l’ennesima volta in cui sono costretto a “ricominciare da capo” per andare “non so bene dove”, anche se finalmente inizio almeno a sapere dove vorrei andare, ho deciso proprio ieri di rendere pubblica “tutta” la mia vita, e di quella della mia (pseudo)-“famiglia”, come ultimo disperato tentativo di cercare chi mi possa aiutare innanzitutto a “eradicarmi” dalla conca ternana e porre la mia “base” con ad un certo margine di distanza, e POI a cercare di gestire tutto il resto.

“Idealmente” vorrei porre questa base nella MIA terra … la Toscana, astrattamente ovunque ci sia una “comunità” (non necessariamente “religiosa”) disposta ad accogliermi, “possibilmente” dove la Volontà di Dio volesse collocarmi, perché luogo migliore di quest’ultimo non è possibile concepirlo.

Cosa fare poi, dopo aver stabilito questa “base” sarà oggetto di uno specifico articolo, ma in questa sede vorrei attenermi allo specifico titolo del presente scritto, cioè della “Depressione 2022/2023”: quest’anno i primi sintomi di quella che la scienza medica definisce come “patologia” sono arrivati in data 10 Novembre, in una bellissima giornata di sole, nel bel mezzo di un dialogo a tre fra me, mio padre, e un’amico architetto che avevo chiamato per un sopralluogo “esplorativo” su una mia proprietà … iniziato lo stesso nella pienezza delle mie facoltà intellettive, dopo 10 minuti di dialogo “attivo” e poco prima di salutarlo, ho avvertito un calo improvviso delle mie facoltà cognitive, ho iniziato quasi a balbettare, sperimentato un’improvviso e repentino offuscamento della capacità di ragionare correttamente, al punto che ho cercato di “congedare” l’amico il più in fretta possibile, scusandomi per il mio malore improvviso e rinnovando poi le mie scuse il giorno dopo per non essere stato al mio “top”.

Le modalità con cui è intervenuto questo evento improvviso sono tipiche di quello che la medesima scienza medica definirebbe “attacco di panico”, denominazione del tutto impropria come del resto il termine “depressione”: in particolare definizione descrive gli effetti di una circostanza biologica che potrebbe essere al più la causa di un tale panico, ma non è capace di far capire di cosa si tratti non solo a chi si informa in merito, ma anche al “paziente” stesso … a me ad esempio nello specifico non ha causato alcun panico, conoscendo ormai bene la bestia, ma piuttosto uno sconforto del tipo “non mi dire che anche quest’anno ci risiamo” … in tante occasioni ho saputo gestirmi autonomamente, raccogliendo questo palese segnale di estremo “stress” fisiologico-psicologico del mio corpo, ripristinando nell’immediatezza il mio protocollo di sano sport ed alimentazione di cui sopra, riuscendo il più delle volte a gestire bene non solo l’evento, ma l’intero inverno … quest’anno è andata male, molto male, decisamente male …

Il risultato finale sono stati quasi due mesi passati per lo più a letto nella disperazione, in una casa fredda e senza riscaldamento a parte due insufficienti stufette elettriche (perché l’unica dove posso sperimentare un minimo di silenzio, che mi è indispensabile), e anche ora ad aprile che ne scrivo la cosa non è del tutto passata, il che è decisamente una novità, perché più di tre mesi il tutto non mi pare mi sia mai durato, ma in questo caso l’età che avanza, l’incapacità progressiva di fare sport ad un certo livello che sia di sostegno (Specie con la corsa), ma soprattutto le cause “esogene” avevano e hanno un grande peso, quest’ultimo che sicuramente avranno anche in futuro, probabilmente a vita: si tratta degli “Eventi di Castagnola” del 2022, che avranno un capitolo a parte dedicato.

Inizia comunque un processo di “ricostruzione muscolare”, oltre di tutto il resto della mia persona, che stavolta non so bene a cosa sia finalizzato, e che di fatto è supportato “solo” da risorse della mia famiglia, a parte gli ultimi spiccioli guadagnati l’anno scorso.

Di “processi” del genere ne ho vissuti vari, ma i principali sono quelli relativi alla “Depressione maggiore 2004/2005”, poi “Depressione maggiore 2010/2011” ed infine “Depressione maggiore 2014/2015” … tralasciando quegli episodi in cui il termine “maggiore” è probabilmente fuori luogo; il termine “maggiore” non è usato a caso, è quello utilizzato dalla scienza medica per definire gli stati depressivi più gravi, e anche se non ho mai avuto da nessuno una diagnosi specifica di questo tipo, ho pensato di classificarli in questo modo se non altro perché quelli più vicini all’ipotetico vero stato clinico, che come tale del resto non è certificabile da nessuno se non su ipotesi statistiche e/o di effetti sulla vita ordinaria del paziente.

I più attenti avranno osservato come in praticamente tutti i casi (a parte, forse, di uno) si è trattato di episodi invernali, quindi a cavallo di due anni … e fin qui siamo decisamente nella media statistica visto che si sa che tali problematiche intervengono soprattutto nei periodi a “minore esposizione della luce del sole” (e, QUINDI, tipicamente d’inverno) ma soprattutto in TUTTI i casi si è trattato di fenomeni “iniziati” a TERNI, luogo da cui tento direttamente di fuggire anche da prima che mi rendessi conto che TUTTE le cause “esogene” di generazione dei miei stati di salute sono legati a questa città, ed in particolare alla sua “conca” depressa, sia geograficamente, che politicamente, che moralmente, che culturalmente, che … che … ed in particolare alle tre abitazioni delle quali la mia “famiglia” dispone nel territorio: tutte comprese nel raggio di 1km quadrato, nel centro della “conca ternana”, dove il clima è ragionevole al più 3 o 4 mesi su 12 (umido-penetrante d’inverno e caldo-afoso d’estate) …

Se volete saperne qualcosa di più, su di me ed in particolare sulla depressione, magari anche al solo fine di avere più dati per aiutare chi fra i vostri amici dovesse “caderci” senza sapere di cosa si tratti, dovete solo pazientare qualche mese e seguirmi da vicino …

Terni 9 Aprile ->18 maggio 2023
Ave Maria!
Marco.

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Marco Piagentini

Informatico dal 1981, Telematico dal 1988, Sistemista IT dal 1994 ed OT dal 2005, Strumentista dal 2005. DJ dal 1986, Fotografo dal 1994, Reporter della Gospa dal 2001 Runner dal 1979, Nuotatore dal 1980, Triatleta dal 2007, Quadratleta dal 2019

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