E poi si voltino per …

Quando le persone da voi più beneficate vi riservano un trattamento esattamente opposto a quanto vi aspettate, sappiate che siete nell’occasione dell’Evangelica più perfetta letizia 🙂

Prima di tutto, avete (abbiamo) fatto “tutto da soli”, ci siamo “aspettati un qualcosa”, cioè ci siamo pre-occupati (e ciò non ci è lecito, è un offesa alla Divina Provvidenza) … poi … ricordate quella delle “perle ai porci”? … ebbene, è una frase nota a tutti, ma pochi ricordano l’intero versetto di Matteo 7,6 la cui lettura integrale è “fondamentale”:

“Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi”.

Ovviamente qui non si parla solo di “cani e porci”, ne tantomeno Gesù intendeva fare una metafora con l’essere umano, come molti umani invece strumentalmente fanno citando “impropriamente” questo versetto … si tratta sia di saggezza Divina (scusate se è poco) condivisa dal creatore con le sue creature per il massimo beneficio di queste ultime, nonché profezia di vita dalla quale non ci si può “sottrarre”, essendo parola di Dio.

Dare le cose “Sante” ai “cani”, significa semplicemente che un cane (inteso proprio in senso di animale) mangia il suo pasto indifferentemente su un piatto di plastica o su una patena d’oro … non saprebbe “discernere” in alcun modo la differenza … proprio la sua natura non lo permette …

Stessa cosa i “porci” con le “perle” …. anche loro, per natura, non hanno modo di “apprezzare” le perle … perché quindi “sprecare” cotanta “divina provvidenza” con loro? In più abbiamo la “certezza” che poi “si volteranno per sbranarci” … mi spiego?

Cioè, non può accadere che noi diamo le perle ai porci, che questi le calpestino, e che poi si “sazino” di questa cosa e gli basti … no, si volteranno “per sbranarci”, cosa che sicuramente faranno se non ce la diamo a gambe levate …. e ammesso che riusciamo a salvare la pelle, non avremo un buon ricordo di tutto ciò.

Meditiamo quindi su ogni versetto della Paola, ma soprattutto mettiamola in pratica, per essere “felici su questa Terra”, un pò un’anticipazione della felicità eterna 🙂

Ma soprattutto, per finire, qualora ci dovesse prendere la tentazione di paragonare umani, specie se nostri fratelli nella fede, a “cani e porci” …. piuttosto prendiamo in mano il crocifisso e ringraziamo il Signore del privilegio di poter partecipare alla sua croce!

Il Signore AMA chi dona con GIOIA … noi doniamo le nostre sofferenze e vi assicuro che la Divina Provvidenza non mancherà di colmarci delle sue grazie in misura colma ed abbondante … ben più di quanto avremmo ottenuto cercando di “farci giustizia da soli” piuttosto che anche attraverso la stessa “giustizia ordinaria” …

Ave Maria 🙂
Marco.

Veni Creator Spiritus

Riflettiamo sulla prima strofa del Veni Creator Spiritus

Veni, creator Spiritus,
mentes tuorum visita,
imple superna gratia,
quae tu creasti pectora.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
la prima strofa dell’inno

Soprattutto durante la novena di pentecoste è importante riflettere sul senso di questa preghiera, che riflette l’esperienza millenaria della chiesa

L’inno inizia con una invocazione allo Spirito Santo “Creatore”, a cui la Chiesa chiede in prima istanza di “visitare” le “menti” di coloro che gli appartengono: lo spirito è quindi innanzitutto invocando lo Spirito Santo e qualificandolo per ciò che Lui è, cioè CREATORE.

Si attesta poi un altro “fatto”, cioè che gli “apparteniamo”: in questo contesto di verità teologiche, gli si chiede “invocandolo”, cioè chiamandolo “per nome”, di “visitare” le nostre “menti” ed in generale le “menti” di tutti coloro che gli appartengono

Chi ci convincerà infatti “di peccato”? Lo Spirito Santo!
Chi guiderà i nostri pensieri verso vie di santità? Lo Spirito Santo!

Nella nostra “mente” c’è la sede delle nostre decisioni: è quel misterioso luogo in cui anima e corpo coabitano, e la prima influenza il secondo, con tutti i suoi limiti, anche e soprattutto biologici (psicologici, psichiatrici, e non solo)

Continuiamo con “imple superna gratia, quae tu creasti, pectora”, la cui traduzione italiana comune è “riempi della tua grazia i cuori che hai creato”: in questo caso ci si lascia alle spalle quel “superna”, che è un delizioso quanto vero “complimento” che l’uomo fa alla natura della “grazia” che promana dal suo Creatore, la quale grazia è appunto “superna”
Quindi il significato “letterale” del termine “superno”, che in un contesto ordinario significa appunto “posto al di sopra” o anche “che galleggia” diventa per eccellenza “celeste”, “divino”, tipico cioè di una grazia di “dimensione” tale che non può scaturire da creatura umana, un qualcosa che “sovrasta le nostre vie come il cielo sovrasta la terra”.
Ecco quindi, in conclusione, che nella fine del primo versetto si finisce per chiedere allo Spirito Santo che “riempa di una grazia alta”, di quelle che “vengono dal cielo”, i “cuori” che Lui stesso ha creato! I cuori … in questo caso, non le menti, che poco prima gli si chiedeva invece di “visitare”
Si tratta di piccoli particolari, di sfumature se vogliamo, che però fanno intuire la profondità e la ricchezza del magistero della Chiesa … ricordiamoci che il Rinnovamento Carismatico Cattolico è nato altresì con la recita di questa preghiera … che la chiesa ancora recita solennemente in tutte le occasioni in cui deve prendere decisioni important, ad esempio prima di un conclave.

1 Giugno 2022
Ave Maria!
Marco

https://it.wikipedia.org/wiki/Veni_Creator_Spiritus