La Madonnina dei Cavatori di Gorfigliano

Carissimi,
oggi nella solennità di Maria Assunta in Cielo (che corrispondendo al “dies natalis” degli altri santi, è considerata la festa principale della madonna), vorrei raccontarvi non qualcosa di direttamente correlato a Medjugorje, almeno apparentemete.

Due settimane fa infatti, trovandomi in alta garfagnana per fuggire dalla calura della conca ternana (ma anche per pianificare un mio possibile trasferimento in zona, le mie radici genealogiche sono da queste parti), mi sono trovato nella circostanza di vivere per la prima volta la celebrazione liturgica più solenne di queste zone (al di la di quelle canoniche prescritte dal calendario romano), l’unica che prevede tipicamente un triduo di preparazione.

Si sa che la devozione mariana in italia è ben diffusa, ed in generale da nord a sud le popolazioni locali non mancano di venerarla con titoli specifici della loro devozione particolare o comunque delle peculiarità del luogo: nello specifico la “Madonnina dei Cavatori” è fisicamente una piccola statua di marmo realizzata a partire da quello tipicamente estratto nelle cave, e conservata da anni proprio nelle cave come a richiedere la continua intercessione e protezione della Madre di Dio su tutti i lavoratori delle cave, che qui ancora impiega molti abitanti della zona.

Si tratta di un lavoro mediamente molto pericoloso, specie nei tempi passati quando mieteva vittime annualmente, ma tutt’ora in tempi moderni, nonostante siano stati fatti progressi importanti nel campo della protezione dagli infortuni sul lavoro, solo poco più di un mese fa una cava della zona ha registrato un incidente decisamente “importante”.

La celebrazione “ufficiale” di questa solennità locale, almeno nella forma attualmente conosciuta, compiva quest’anno il suo 74° anniversario, e da un certo numero di anni il tutto si festeggia nella prima domenica di agosto con un triduo di preparazione: così è stato anche quest’anno, per cui vorrei raccontarvi ciò che ho vissuto giorno per giorno nel mio consueto stile da cronista, per cercare di rendere evidenza che anche lontani da Medjugorje si possono sperimentare circostanze di grazia particolari e tali da non far rimpiangere (più di tanto) la Bosnia Herzegovina.

A tutti quei “Medjugoriani” a cui ciò può sembrare impossibile, ricordo che negli anni la Gospa ci ha sempre chiamati sempre e solo a questo: a cercare nella nostra parrocchia e non altrove la sua presenza accanto al tabernacolo (Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione, messaggio del 15 Marzo 1984), ed ovviamente la Presenza di Dio nel luogo sacro, specie nella preghiera, individuale e comunitaria.

Chissà che questa volta i frutti i questo triduo non assumano un profilo “opposto rispetto a quanto consueto”, cioè che sia proprio questa iniziativa ad ispirare un pellegrinaggio a Medjugorje, luogo che molti in questo posto mi hanno confidato di avere il desiderio di visitare.

Quest’anno avevo previsto di ospitare in zona Mons. Domenico Sigalini verso fine Agosto, presso un’abitazione che ho preso in affitto due mesi, ma il parroco della zona, avendo avuto notizia che il Vescovo Diocesano Mons. Paolo Giulietti non poteva essere presente per altri impegni pastorali, mi ha chiesto se per caso Don Domenico fosse disponibile per venire il 1° Agosto per la solennità … e siccome la sua agenda lo permetteva, non solo ha anticipato ben volentieri il suo viaggio in garfagnana, ma è arrivato in tempo per essere presente lungo tutto il triduo, del quale ha presenziato tutti i momenti di preghiera, come vi andrò raccontando …

Giovedì 29 Luglio: primo giorno del triduo

Secondo giorno del triduo: Santa Messa delle 8:00

Il primo giorno siamo arrivati con Don Domenico ed il parroco Don Alessandro solo dieci minuti prima della celebrazione prevista in “località segheria”, e siamo rimasti colpiti dalla quantità di fedeli presenti, nonostante l’ora di prima mattina delle 6:30 e nonostante la pandemia: l’area dove è collocata una cappellina votiva era abbastanza ampia da accogliere tutti nel pieno rispetto delle normative di prevenzione sul Covid19.

Don Domenico ha improvvisato un omelia di carattere mariano che non ho avuto modo di registrare, e già il primo giorno alcuni fedeli hanno chiesto di potersi confessare dopo la Messa … segue una galleria fotografica.

Venerdì 30 Luglio: secondo giorno del triduo

Secondo giorno del triduo: Santa Messa delle 6:30

Il secondo giorno siamo arrivati più puntuali, e per la celebrazione era presente pressoché lo stesso numero di fedeli … oggi però sono stati molti di più quelli che hanno celebrato il sacramento della riconciliazione, grazie anche alla presenza di Don Domenico che si è messo volentieri a disposizione anche per questo ministero.

Seguono i collegamenti rispettivamente all’omelia di Don Domenico ed alla galleria fotografica del giorno.

Omelia di Mons. Domenico Sigalini a Gorfigliano il 30 Luglio 2021

Sabato 31 Luglio: terzo giorno del triduo

Per il terzo giorno del triduo era solitamente prevista una celebrazione in “località Bacolaio” dove normalmente la Madonnina risiede tutto l’anno, cioè all’interno del complesso delle cave … ma alla fine è ormai da tre anni che per covid o per condizioni meteo ciò non riesce (anche quest’anno sarebbe stato un rischio per gli assembramenti necessari per raggiungere il posto) per cui la celebrazione delle 8:00 si è svolta anche oggi in località segheria, con molti più fedeli che hanno celebrato il sacramento della riconciliazione prima e dopo la Santa Messa, con Don Alessandro o Don Domenico.

Anche in questo caso seguono i collegamenti rispettivamente all’omelia di Don Domenico ed alla galleria fotografica del giorno.

Sabato 31 Luglio: veglia di Preghiera

Tipicamente la serata del sabato prima della solennità della domenica prevedeva i fuochi di artificio, che in genere richiamavano centinaia di persone anche da luoghi lontani … quest’anno il Covid ha invece “regalato” a tutti una bellissima, sentita e partecipata veglia di preghiera, nella quale i fedeli hanno meditato i misteri della Gloria del Santo Rosario, grazie alle meditazioni di Don Domenico, al Vangelo proclamato da Don Alessandro, e le decine guidate in preghiera rispettivamente da due fedeli, tre bambini, Don Alex giovane sacerdote, ed infine una coppia di Sposi, tutti nativi di Gorfigliano.

La statua della Madonnina è stata portata dalla cava fino all’apposito piedistallo ad inizio della veglia da quattro lavoratori delle cave, che poi alla fine della preghiera l’hanno sollevata “simbolicamente” verso i quatto punti cardinali durante la benedizione dei celebranti e l’hanno accompagnata in chiesa insieme al parroco, come da tradizione.

Domenica 1° Agosto: giorno della solennità

Nel giorno della solennità le condizioni meteo non hanno permesso lo svolgimento di alcuna celebrazione all’aperto, per cui tutte e tre le Sante Messe previste sono state celebrate nella Chiesa Parrocchiale alle ore 8:30, 11 e 17:30; per quest’ultima era comunque prevista la presenza del Vescovo diocesano Mons. Paolo Giulietti che è stato impossibilitato a raggiungere il posto per un problema con l’auto, per cui la presenza di Mons Sigalini alla messa delle 11, con la partecipazione delle più importanti autorità locali, si è rivelata particolarmente provvidenziale: fra l’altro pochi sapevano del fatto che Mons. Sigalini è stato fondatore nonchè predecessore di Mons. Giulietti al servizio della Pastorale Giovanile Nazionale.

Anche in questo caso è disponibile sia l’omelia di Don Domenico (che nel frattempo aveva “studiato” la storia della festa ed è stato capace di riferivisi più volte durante l’omelia) che un album fotografico con i momenti più importanti della celebrazione.

Vedete come anche a distanze molto importanti da Medjugorje la Gospa intercede grazie sorprendenti: provvede Vescovi in modo non pianificato, provvede aiutanti e collaboratori non previsti, aiuta i fedeli a riconciliarsi con Dio … ed anche a desiderare un pellegrinaggio, magari proprio un pellegrinaggio a Medjugorje!

Mi viene da fare un’ultima considerazione, proprio sul titolo di “Madonnina dei Cavatori” … mi viene in mente una simpatica vignetta che (ricordo di aver visto anni fa mi pare sulla Settimana Enigmistica) raffigurava Maria dallo psicologo con un bel punto interrogativo sul fumetto sopra di lei, e una quantità di “titoli” che la circondavano del tipo “Madonna di Lourdes, Madonna di fatima … e così via a decine”. L’immagine è senz’altro simpatica, fa sorridere, ma qui ad essere disorientata non è la Madre di Dio ma piuttosto noi, che pretendiamo di “appropriarci di lei” considerandola di un luogo, di una categorie di persone, Madonna di … Madonna degli … e così via …

Non è solo una questione linguistica .. se ci pensiamo dovremmo chiamarla “Nostra Signora di Lourdes, Nostra Signora di Fatima, Nostra Signora di Gorfigliano, Nostra Signora dei Cavatori” a sottolineare che la riconosciamo Regina, Regina del cielo e della terra, degli angeli e di tutti i santi, sia in cielo che in terra, quindi Regina di tutti noi suoi figli, anche dei cavatori … quindi …

Nostra Signora dei Cavatori, prega per noi!

Tintoria di Castagnola 15 Agosto 2021
Ave Maria!
Marco.

Album fotografici e materiale multimediale

Come riferimento per chi ritenesse di voler conservare parte dei materiali citati in questo articolo, ecco un elenco di link:

[Pubblicato anche su maria.reginadellapace.it senza modifiche]

Pubblicato da

Marco Piagentini

Informatico dal 1981, Telematico dal 1988, Sistemista IT dal 1994 ed OT dal 2005, Strumentista dal 2005. DJ dal 1986, Fotografo dal 1994, Reporter della Gospa dal 2001 Runner dal 1979, Nuotatore dal 1980, Triatleta dal 2007, Quadratleta dal 2019

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