L’Ufficio delle Letture

Carissimi,
Vi avevo promesso che quest’anno vi avrei spiegato qualcosa riguardo alla Liturgia delle Ore: l’occasione propizia è data oggi dalla memoria liturgica dei Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, e dal meraviglioso e corrispondente “Ufficio delle Letture”.

Spiegare cos’è la Liturgia delle ore, è un compito in realtà reso superfluo da un testo che si chiama “Principi e norme della Liturgia delle ore“, che potete trovare al collegamento proposto: si tratta di un testo “magistrale” (in tutti i sensi) che se letto con calma e pace, non può non farvi innamorare della “cosa”, ma sopratutto rende chiaramente “vane” tutte le opinioni private su quel libro che ancora qualcuno chiama, abbastanza impropriamente, “Breviario” …

Però farsi introdurre il tutto da più persone che hanno vissuto per anni questa forma di preghiera, potrebbe nascondere dei tesori inattesi, perchè dietro ogni opinione privata di un battezzato della Chiesa Cattolica si possono nascondere sorprendendi sfumature dell’opera dello Spirito Santo, sicuramente utili per la propria ed altrui edificazione.

Da quanto ho sopra detto, dovrebbe risultare chiaro che la giornata di preghiera dovrebbe iniziare con la consultazione di un “calendario liturgico”: possibilmente quello della propria diocesi (nel collegamento, a titolo di esempio, quello della Diocesi di Todi) genericamente quello della “liturgia Romana“; questo perchè in occasione di specifiche solennità locali, in una specifica diocesi alcune “memorie facoltative” possono essere rese obbligatorie, od in genere possono essere introdotte delle “peculiarità” locali che sono specificamente “autorizzate in deroga” dalla Santa Sede.

Dal calendario liturgico Romano è evidente come oggi si debba celebrare la “Memoria” (non facoltativa) dei Santi “Basilio Magno” e “Gregorio Nazianzeno“: quando si fa memoria di uno o più Santi “iscritti a calendario”, sarebbe buono conoscerne o comunque ripassarne la vita: a questo scopo genericamente supplisce lo stesso ufficio delle letture, che nella seconda lettura propone o un testo di uno dei santi di cui si fa memoria, o di un contemporaneo che ne parla, o un testo comunque attinente: oggi in particolare la liturgia ci propone uno scritto dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo, che fra le altre cose nel suo discorso cita elementi della vita San Basilio.

Questa è una delle due letture proposte dall’Ufficio, la prima è un formidabile brano dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, Apostolo.

Prima di queste due letture si recitano generalmente tre salmi, che fra le altre cose hanno, fra le altre cose, la funzione di “preparare” il cuore all’ascolto delle letture; prima di questi tre salmi si recita anche un “inno”, che in una celebrazione “comunitaria” dell’ufficio può essere sostituito da un canto; le letture sono quindi seguite da un “responsorio” ed il tutto è terminato da una specifica “orazione”.

Tutti questi termini tecnici che ho usato, non hanno minimamente il potere di affascinare o attirare nessuno verso l’ufficio delle letture, tranne che ciò possa avvenire per specifico intervento dello Spirito Santo … in generale ascoltare questi termini tecnici “snocciolati” da qualcuno “che ne sa qualcosa” producono l’unico effetto di smorzare la curiosità, ci tengono a distanza da questo “presunto sapiente” che da “pubblica mostra” delle sue “competenze liturgiche”, e per la povera anima in cerca del cibo della parola, il domani sarà come l’oggi, se non peggio.

Ciò che invece può attirarci profondamente ad attingere il più possibile a quella ricchezza inestimabile contenuta nell’Ufficio delle letture, sono le letture stesse: concedendosi del tempo di qualità, con pace e senza distrazioni, e leggendo con calma entrambe le letture, non si può non rimanere affascinati sia dalla “qualità letteraria” delle letture, aspetto di contorno ma non del tutto secondario, sia dall’opera dello Spirito Santo in certe anime del passato, la cui azione risulta evidente appunto dalle letture, e il cui fuoco riesce ancora a passare da quelle parole nei nostri cuori, appunto infiammandoli di zelo per la casa di Dio.

Potete trovare il testo completo dell’Ufficio delle letture di oggi a questo collegamento: recitando quotidianamente l’ufficio, si ha evidenza che non sempre le letture ci coinvolgono o ci affascinano con la stessa intensità … accade però che in alcuni giorni ogni singola frase di ognuna delle due letture sia capace di farci ardere il cuore nel petto!

“Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che per soddisfare la carne.”

Così san Paolo, in estrema ed efficace sintesi, ci mette in guardia sulla vera natura di molte cosiddette “pie pratiche” che spesso facciamo “solo per compiacere noi stessi”, quindi senza alcun frutto per la nostra ed altrui anima, ma finendo appunto solo “per soddisfare la carne”.

Ci guidava la stessa ansia di sapere, cosa fra tutte eccitatrice d’invidia; eppure fra noi nessuna invidia, si apprezzava invece l’emulazione. Questa era la nostra gara: non chi fosse il primo, ma chi permettesse all’altro di esserlo. Sembrava che avessimo un’unica anima in due corpi.

Così San Gregorio parla della singolare “gara” che lo coinvolgeva insieme a San Basilio, ovviamente eccitando “l’invidia altrui”.

Con questo testo, spero di avervi comunicato qualcosa dei tanti motivi per cui è “cosa molto buona” attingere al tesoro dell’Ufficio delle Letture: personalmente, non avevo alcuna intenzione di scrivere questo testo prima di recitare l’ufficio di oggi, ma nel farlo sono stato talmente edificato che lo Spirito Santo mi ha ricordato di mettere in pratica dei propositi che avevo formulato giorni fa.

Storicamente l’Ufficio delle Letture è nato come “preghiera notturna”: la saggezza monastica ha appreso nei secoli che ascoltare queste letture nel silenzio della notte NON produce gli stessi effetti sull’aniima che leggerle di giorno … ma il Concilio Vaticano II ha riformato questo ufficio permettendo sia al laico che vi si avvicina, che al religioso o al Sacerdote che invece è tenuto alla sua recita quotidiana per voto, di scegliere una qualsiasi ora del giorno per poterlo recitare, magari scegliendo un tempo in cui ciò puà avvenire “senza fretta” e “con pace”.

Personalmente, nella mia regola che mi sto sforzando di seguire, ma che ancora non sono vincolato a seguire rigorosamente, la recita dell’ufficio è prevista alle 4:00 di notte … capita però che non riesco ad alzarmi, e come stamattina finisco per recitare l’ufficio alle 10 di mattina.

Vi posso assicurare che non è la stessa cosa, ma che il fatto di non poterlo fare di notte, non ci esime dal poterlo fare di giorno, e che talvolta i frutti che ne ricava la nostra anima sono sorprendenti!

Ave Maria!
Marco.

Pubblicato da

Marco Piagentini

Informatico dal 1981, Telematico dal 1988, Sistemista IT dal 1994 ed OT dal 2005, Strumentista dal 2005. DJ dal 1986, Fotografo dal 1994, Reporter della Gospa dal 2001 Runner dal 1979, Nuotatore dal 1980, Triatleta dal 2007, Quadratleta dal 2019

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