Convertitevi, tornate alla fedeltà

Carissimi,
nel martedì dell’ottava di Pasqua, il Santo Padre proclama un omelia completamente incentrata sul tema della fedeltà, sottolineando il fatto che il convertirsi, il cambiare vita, implica il ritorno alla fedeltà al Signore e vi coincide.

Seguono come al solito la trascrizione della monizione introduttiva, il riferimento alle letture del giorno, la trascrizione dell’omelia del Santo Padre ed il testo della preghiera per la comunione spirituale.

Aggiungo però oggi delle mie considerazioni personali, rivolte in particolare a tutti i fedeli della Regina della Pace: ho iniziato a fare questo “ministero” il 9 Marzo, ormai da più di un mese, principalmente a titolo personale e per cercare di mantenermi fedele alla mia regola … frequentando la Santa Messa quotidianamente ormai dal 2002, per me si tratta di un alimento insostituibile.

Devo però testimoniarvi che in questo modo ho “riscoperto” la figura del Santo Padre, e di quanto sia veramente il mio Papa … cosa che la quantità inverosimile di critiche che riceve, e da me indirettamente percepite attraverso la stampa, si era decisamente affievolita.

E ancora di più: sono sempre più convinto che chi vive Medjugorje pensando che li c’è il massimo dei massimi, le migliori omelie del mondo, le migliori adorazioni del mondo, è caduto in una grandissima tentazione.

Si, Medjugorje è ancora un luogo unico al mondo e probabilmente vi rimarrà ancora per un po’, se non per sempre, ma da Medjugorje la Gospa ci ha sempre invitato a tornare alla Chiesa, e chi in questi giorni preferisce SEMPRE la “Messa di Medjugorje” alla “Messa del Santo Padre”, si perde tesori incalcolabili, perché vi assicuro che in questi giorni il Santo Padre è più ispirato del solito, specie in tutte quelle occasioni che non è vincolato dalla lettura di un messaggio su carta, prassi praticamente indispensabile in tutti i casi in cui il suo messaggio deve essere tradotto nelle principali lingue del mondo.

14 Aprile 2020
Ave Maria!
Marco.

Preghiamo perché il Signore ci dia la “Grazia dell’unità fra noi”: che la difficoltà di questo tempo ci faccia scoprire la comunione fra noi, l’unità, che sempre è superiore a ogni divisione. 

Ottava di Pasqua

Antifona d’Ingresso

Il Signore li ha dissetati
con l’acqua della sapienza;
li fortificherà e li proteggerà sempre,
darà loro una gloria eterna.
Alleuia.

Colletta

O Dio, che nei sacramenti pasquali hai dato al tuo popolo la salvezza, effondi su di noi l’abbondanza dei tuoi doni, perché raggiungiamo il bene della perfetta libertà e abbiamo in cielo quella gioia che ora pregustiamo sulla terra. Per il nostro Signore…

LettureAt 2, 36-41; Sal.32; Gv 20, 11-18.

La predicazione di Pietro, il giorno di Pentecoste, fa trafiggere il cuore della gente: quello «che voi avete crocifisso» è risorto!All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare?».

E Pietro è chiaro: «Convertitevi!»
Convertitevi: cambiare vita.

Voi che avete ricevuto la promessa di Dio, e voi che vi siete allontanati dalla legge di Dio, tra tante cose vostri, tra idoli … tante cose … convertitevi, tornate alla fedeltà!

Convertirsi è questo: tornare ad essere fedeli.

La fedeltà: quell’atteggiamento umano che non è tanto comune nella vita della gente, nella nostra vita: sempre ci sono delle attenzioni che attirano l’attenzione e … tante volte noi vogliamo andare dietro queste “illusioni”

La fedeltà, nei tempi buoni e nei tempi brutti.

C’è un passo del secondo libro delle cronache che a me colpisce tanto: è nel capitolo dodicesimo, all’inizio (2Cr 12,1): quando il regno fu consolidato, dice, quando il regno fu consolidato il re Roboamo si sentì sicuro e si allontanò dalla legge del Signore, e tutto Israele lo seguì; così dice la Bibbia, è un fatto storico, ma è un fatto universale: tante volte quando noi ci sentiamo sicuri cominciamo a fare i nostri progetti e ci allontaniamo lentamente dal Signore, non rimaniamo nella fedeltà; e la sicurezza mia non è quella che mi dà il Signore, è un idolo: è questo che è accaduto a Roboamo e al popolo di Israele, si sentì sicuro, il regno consolidato … e … si allontano dalla legge, incominciò a dare culto agli idoli.

Sì possiamo dire “no, padre, io no non mi inginocchio davanti agli idoli”; no, forse non ti inginocchi, ma che tu li cerchi, e tante volte nel tuo cuore adori gli idoli è vero, tante volte!

La propria sicurezza apre la porta agli idoli.

Ma è cattiva la propria sicurezza? no, è una Grazia: essere sicuro … ma essere sicuro anche che il Signore è con me; ma quando c’è la sicurezza e io al centro, e mi allontano dal Signore come il re Roboamo, divengo infedele!

E’ tanto difficile conservare la fedeltà: tutta la storia di Israele, e poi tutta la storia della Chiesa è piena di infedeltà, piena; piena di egoismi, di proprie sicurezze, che fanno che il popolo di Dio si allontani dal Signore, perda quella fedeltà, la Grazia della fedeltà.

E anche fra noi, fra le persone, la fedeltà non è una virtù a buon mercato, certamente: uno non è fedele all’altro, all’altro: convertitevi, tornate alla fedeltà al Signore

… e nel Vangelo, l’icona della fedeltà, quella donna fedele, che non aveva dimenticato mai tutto quello che il Signore aveva fatto per lei: era lì, fedele, davanti all’impossibile, davanti alla tragedia, una fedeltà che la fa anche pensare che è capace di portare il corpo, tutto, un’altra volta; una donna debole, ma fedele; l’icona della fedeltà di questa Maria di Magdala, apostola degli Apostoli.

Chiediamo oggi al Signore la Grazia della fedeltà, per ringraziare quando lui ci dà sicurezze, ma mai pensare che sono le mie sicurezze: è sempre guardare oltre le proprie sicurezze; la grazia di essere fedeli, anche davanti ai Sepolcri, davanti al crollo di tante illusioni.

La fedeltà, che rimane sempre, ma non è facile mantenerla: che sia Lui, il Signore a custodirla.

Santifica questi doni …
Questo è il mio corpo, offerto in sacrificio per voi
Questo è il calice del mio Sangue, per la nuova ed eterna allenza
Padre Nostro, che sei nei cieli …

Le persone che non possono comunicarsi adesso fanno la comunione spirituale:

Ai Tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro
e Ti offro il pentimento del mio cuore contrito
che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza.

Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore, l’ineffabile Eucaristia.

Desidero riceverTi nella povera dimora che Ti offre il mio cuore.

In attesa della felicità della comunione sacramentale,
voglio possederTi in spirito.

Vieni a me, Gesù, che io vengo da Te.
Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere

per la vita e per la morte.
Credo in Te, spero in Te, Ti amo.

Così sia.

Rendiamo Grazie a Dio, Alleluia! Alleluia!

Regina Coeli, Laetare, Alleluia …

Pubblicato da

Marco Piagentini

Informatico dal 1981, Telematico dal 1988, Sistemista IT dal 1994 ed OT dal 2005, Strumentista dal 2005. DJ dal 1986, Fotografo dal 1994, Reporter della Gospa dal 2001 Runner dal 1979, Nuotatore dal 1980, Triatleta dal 2007, Quadratleta dal 2019

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