20200315-ROMA_UnPapaSulCampo!

Questo pomeriggio, poco dopo le 16:00, il Santo Padre Francesco, in forma privata, ha lasciato il Vaticano e si è recato in visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore per rivolgere una preghiera alla Virgo Salus populi Romani, la cui icona è ivi custodita e venerata.

Successivamente, percorrendo un tratto di Via del Corso a piedi, come in simbolico pellegrinaggio, il Santo Padre ha raggiunto la chiesa di San Marcello al Corso, dove è custodito il Crocifisso miracoloso che nel 1522 venne portato in processione per i quartieri della città per invocare la fine della “Grande Peste”.

Con la sua preghiera, il Santo Padre ha similmente invocato la fine della pandemia che colpisce l’Italia e quasi tutto il mondo intero: ha implorato la guarigione per i tanti malati, ha ricordato le tante vittime di questi “primi giorni di contagio”, e pregato perchè i loro familiari e amici trovino consolazione e conforto.

La sua intenzione si è rivolta anche agli operatori sanitari, ai medici, agli infermieri, e a quanti in questi giorni, con il loro lavoro, garantiscono il funzionamento della società.

Verso le ore 17:30 il Santo Padre è rientrato in Vaticano … ma io ho appreso di tutto ciò prima da una foto Ansa, la seguente:

La foto mi ha colpito … sia per la perizia del fotografo, che ha saputo cogliere vari particolari … il ciclista, la bandiera Italiana su in alto … a soprattutto un Papa che con il suo esempi ha parlato più che con una settimana di omelie … il messaggio, anche se non sembra, è stato forte è chiaro: adesso i Vescovi e i Sacerdoti di tutto il mondo, sanno cosa fare, senza che gli sia stato detto esplicitamente.

Il tutto, a “distanza di sicurezza”.

La prima parte di questo articolo l’ha praticamente scritta Piergiorgio, io ho aggiunto le considerazioni dopo la foto, che non potrei riprodurre nenache sul mio “BackBlog”, ma “di questi tempi”, e su questi temi, spero che chi di dovere sappia chiudere un occhio, al punto che mi permetto anche uno “zoom”:

Guardiamo questa foto, contempliamola se possibile: abbiamo un Papa, in questi giorni più ispirato che mai nelle sue omelie da Casa Santa Marta dette tutte rigorosamente “a braccio” … facciamo il nostro dovere con Pace, e da questa situazione ne usciremo senz’altro più forti di prima.

Ieri per la prima volta mi sono trovato a “confortare” amici “in quarantena”, con positività fra colleghi di lavoro ma soprattuto malattie gravi, fino a decessi, di genitori o parenti di colleghi anziani … la situazione è seria, anche se non sembra finchè non ti inizia a toccare almeno da “un pò più vicino”.

Terni 15 Marzo 2020
Ave Maria!
Marco.

20200315-ROMA_PregareConLaVerità

Carissimi,
anche stamattina, in questa Terza Domenica di Quaresima, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa dalla cappella di Casa Santa Marta, in un clima sostanzialmente sobrio e “feriale”, con una lettura e un salmo, con un omelia breve ma efficacissima … e si è fermato a pregare un pò più a lungo del solito davanti alla statua di Maria mentre il canto finale acclamava “Ti Saluto o Croce Santa”.

Anche oggi ho trascritto sia la monizione introduttiva che l’intera omelia.

Terni 15 Marzo 2020
Ave Maria!
Marco

In questa Domenica di Quaresima tutti insieme preghiamo per gli ammalati, per le persone che soffrono, e oggi vorrei fare con tutti voi una preghiera speciale per le persone che con il suo lavoro garantiscono il funzionamento della società, i lavoratori delle farmacie, dei supermercati, del trasporto, i poliziotti …

Preghiamo per tutti coloro che stanno lavorando perché in questo momento la vita sociale, la vita della città, possa andare avanti.

Il Vangelo ci fa conoscere un dialogo, un dialogo storico – non è una parabola, questo è successo – di un incontro di Gesù con una donna, con una peccatrice.

E’ la prima volta nel Vangelo che Gesù dichiara la sua identità, e la dichiara a una peccatrice che ha avuto il coraggio di dire la verità: non ho … questi che ho avuto non sono stati i miei mariti … e poi con lo stesso argomento è andata (ad) annunziare Gesù: venite, forse sarà il Messia, perché mi ha detto tutto quello che ho fatto.

Non va con argomenti teologici: voleva forse nel dialogo con Gesù, in questo monte e l’altro monte … ma con la sua verità … e la sua verità è quello che la santifica, la giustifica.

è quello che il Signore usa: la sua verità, per annunciare il Vangelo.

Non si può essere discepoli di Gesù senza la propria verità, quello che siamo.

Non si può essere discepoli di Gesù soltanto con le argomentazioni – su questo monte … su quell’altro – : questa donna ha avuto il coraggio dialogare con Gesù – perché questi due popoli non dialogavano fra loro – ha avuto il coraggio di interessarsi della proposta di Gesù, di quell’acqua, perché sapeva che aveva sete.

Ha avuto il coraggio di confessare le sue debolezze, i suoi peccati, anzi il coraggio di usare la propria storia come garanzia che quello era un profeta: “mi ha detto tutto quello che ho fatto”.

Il Signore sempre vuole il dialogo con trasparenza, senza nascondere le cose, senza doppie intenzioni: sono così e così parlo con il Signore, come sono: una mia verità.

e così, dalla mia verità per la forza dello Spirito Santo trovo la verità: che il Signore è il Salvatore: Quello che è venuto per salvarmi e per salvarci.

Questo dialogo così trasparente a Gesù e a la donna finisce con quella confessione nella realtà messianica di Gesù: ecco … la conversione di quel Popolo, quella raccolta che il Signore vide biondeggiare, che veniva da lui … perché nel tempo della raccolta.

il Signore ci dia la grazia di pregare sempre con la verità, di rivolgersi al Signore con la mia verità, non con la verità degli altri, non con delle verità destilate in argomentazioni: è vero ho avuto 7 mariti, questa è la mia verità.