MP::Programma:Antidoping

Programma in TRE punti del Candidato Consigliere Marco Piagentini
in occasione dell'assemblea elettiva FITRI del 13 Novembre 2016

  #DopingFree    

2: ANTIDOPING

Antidoping, perché sono stato sicuramente il primo Giudice Fitri a scendere in procura Antidoping personalmente, raccogliendo le numerose segnalazione che avevo ricevuto per un problema di doping in regione, problema che poi si é dimostrato concreto. Siccome la notizia si é diffusa rapidamente, sono ormai diventato mio malgrado un punto di riferimento per molti atleti che ritengono di discutere con me di queste problematiche, e solo quest'anno sono stato autore di 7 segnalazioni alla competente procura, inoltrando nel modo opportuno segnalazioni provenienti da vari altri atleti.

Antidoping, perché ne sito www.fitri.it l'UNICA sezione che non punta a un contenuto interno é quella che riguarda l'antidoping. Un caso? Provate ad andare su www.fitri.it, cliccate su Area Medica, cliccate su Area Antidoping: vi si apre il sito http://www.coni.it/it/attivita-istituzionali/antidoping.html , cioé una pagina del sito CONI. Ció non accade con NESSUNA altra sezione del sito FITRI. Provate a fare altrettanto con il sito Federciclismo o FederNuoto ... tanto per restare in attinenza triatletica ... seguite i link sui nomi di queste due federazioni ...

Provate infine a fare le seguenti due ricerche su google: "antidoping site:fitri.it" e "doping site:fitri.it" ... per scoprire, che con l'eccezioni di un paio di articoli ... si tratta nella maggioranza dei casi di fare un salto al 2002, al 2004, al 2007 ... anche qui, provate a fare queste ricerche sostituendo FITri con FederCiclismo o FederNuoto

Antidoping, perché siamo ancora del tutto in tempo perché uno degli sport piú pultiti del mondo diventi il PIU pulito del mondo. Per l'italia basterebbe tuttosommato poco: al di la di almeno un doveroso seminario formativo l'anno, potrebbe bastare una decisione, opportunamente comunicata, che preveda non meno di DIECI controlli l'anno saranno fatti casualmente, su gare di qualsiasi livello, dalla coppa primavera inclusa in su.

 Riflettete: come deterrente non é giá sufficente, rispetto alla quasi-totale-certezza che, soprattutto nelle gare minori, controlli non ci siano?

Se volete ... andiamo ad approfondire perché il tema mi sta cosí a cuore; questo "approfondimento" é l'unico veramente ESTESO del mio programma, ma se siete appassionati di Triathlon, resistere alla tentazione di classificarlo subito "prolisso" potrebbe valerne veramente la pena ...

 


Il tema del doping nel Triathlon ha radici profonde quanto il Triathlon stesso, perché presso i comuni mortali si poneva il dubbio di come facessero certi atleti a sopportare un tale sforzo continuativo in un unica prestazione.

Nel 2016, a distanza di circa quaranta anni dal suo imporsi all'attenzione mondiale, sappiamo per statistica che resta in proporzione uno degli sport piú "puliti" al mondo, almeno in termini di percentuali di positivitá rispetto al numero dei praticanti.

Uno dei motivi per cui ció accade, a mio parere, é perché i valori umani che sottendono al raggiungimento dell'obiettivo anche di portare a termine la prima gara sono tali da attirare atleti in cerca di ambizioni, piuttosto che in cerca di notorietá a pagamento: non a caso nel Triathlon la "fraternità" che si stabilisce fra il primo degli Elite e l'ultimo degli age group ha in genere una dimensione talmente genuina da risultare in alcuni casi persino "commovente".

Purtroppo casi di Doping nel Triathlon non mancano, uno dei quali mi ha riguardato MOLTO da vicino: infatti, nel mio primo anno da Responsabile Giudici Umbria/Marche, fui avvicinato da vari atleti che si lamentavano di un personaggio in particolare, e la frequenza e la consistenza delle segnalazioni mi convinse a "metterci la faccia". Visto anche che le gare di mia pertinenza scarseggiavano, intorno a dicembre 2012 avevo pronto un piccolo "dossier" pronto per essere presentato sia in federazione che alla competente procura, ma saggi consigli di amici con esperienza nel settore mi suggerirono di attendere l'anno successivo per l'eventuale passo, avendo avuto l'indiscrezione che l'atleta in oggetto avrebbe manifestato l'intenzione di non tesserarsi FITRI per l'anno successivo, in forma di protesta contro tutte le voci che lo "chiaccheravano" quale scorretto sotto vari aspetti, non solo quello "medico".

Dalla Federazione ottenni risposte vaghe, ma mi fu permesso di organizzare il primo "umbria.fitri.it day" in cui ebbi l'occasione di promuovere un corso di formazione giudici parallelamente alla prima giornata ufficiale umbra riguardante il Triathlon che fosse mai stata organizzata in Coni Umbria dal 2002 a quell'anno, per stessa ammissione dell'allora delegato regionale che, fino a quel giorno, pareva procedere in accordo con me, e persino soddisfatto che il responsabile giudici della sua regione avesse voglia di fare qualcosa di concreto.

In quel contesto ebbi peró modo di avvertire sia lui, che il Presidente del Coni regionale, che un suo noto e storico tesserato, era "pericolosamente" chiaccherato: entrambi mostrarono totale increduilitá per i dati in mio possesso, ostentanto una sicurezza che mi convinse che era il momento di fare qualcosa, cioé di agire miei DOVERI di tesserato CONI, informato di un certo tipo di problematiche, nonché Responsabile dei Giudici di Gara della regione dove tale atleta era tesserato, figura presso la quale gli atleti si aspettavano di poter ottenere spiegazioni e giustizia.

L'occasione si pose ad Aprile 2014, quando un Giovedí ebbi notizia della presenza di tale atleta nella starting list di una Mezza Maratona, chiesi quindi un appuntamento per essere ricevuto il giorno dopo dalla procura antidoping, che avevo giá allertato in materia: l'appuntamento mi fu concesso, mi recai personalmente in procura, feci la mia deposizione spontanea in un clima tutt'altro che sereno, messo letteralmente "sotto torchio" da uno degli allora procuratori che fu in grado di carpirmi piú informazioni di quelle che volevo effettivamente condividere, ma fui creduto, ed uno specifico "dispositivo" emesso.

La domenica successiva fu infatti "disposto" il controllo: l'atleta in questione rifiutó il prelievo ematico ma non poté sottrarsi a quello delle urine, a fronte del quale fu riscontrata la sua positivitá a quattro sostanze vietate dal codice wada piú i rispettivi metaboliti di origine non endogena. La squalifica fu ratificata entro un mesetto, e lo stesso sta ancora scontando i suoi quattro anni di squalifica, ridotti poi a 3 anni e 4 mesi.

Pensavo di aver fatto semplicemente il mio dovere, e di aver altrettanto semplicemente contribuito a "risolvere un caso" che stava a cuore non solo agli atleti umbri da tempo, essendo noto persino ai vertici del mondo ironman: non mi aspettavo certo una medaglia d'oro, ma forse almeno una pacca sulla spalla, invece iniziai a sperimentare un'ancora piú assurda opposizione rispetto a quanto avevo giá sperimentato dal giorno in cui ero stato regolarmente eletto responsabile, nei termini che andró meglio chiarendo in seguito.

Fatto sta che il 27 Agosto inviai una prima email al responsabile della CNG indicando che le mie dimissioni parevano ormai inevitabili, al punto che le ratificai in data 12 Dicembre: il motivo di facciata era di natura "personale", e di salute ... in realtá c'entrava collateralmente e conseguentemente  ... ma di quanto avevo visto accadermi intorno, istintivamente, non volevo veramente piú saperne.

Dai miei problemi di salute mi ripresi in breve, e ad Aprile 2015 avevo giá chiesto di poter rientrare nel GGG, anche se con un ruolo ordinario, senza alcuna responsabilitá zonale: mi fu informalmente data la massima disponiblitá, ma di fatto non riuscii a contattare chi di dovere nei mesi successivi, cosí il 12 settembre decisi di tesserarmi Atleta, per poter fare qualche garetta a fine stagione, come mia abitudine dal 2011 che ho smesso di allenarmi seriamente, per poi rientrare a inizio 2016.

Purtroppo, secondo l'interpretazione della attuale CNG dell'articolo 15.04 del regolamento da loro scritto, ció non é possibile: l'articolo recita che "La qualifica di Giudice di Gara Effettivo si perde qualora un giudice non  effettui  per due anni consecutivi attività sul campo. ". Peró per la CNG, fare l'ultima attivitá da Giudice a Settembre 2014, non rinnovare il tesseramento nel 2015 per poter gareggiare da Atleta, (ragionevolissima esigenza, visto che il tesseramento Giudice/Atleta non é piu possibile), per poi fare domanda di tesseramento a Gennaio nel 2016, comporta il ripercorrere l'itinerario di un qualsiasi aspirante principiante. Ma vogliamo scherzare? Chi ha detto che l'articolo si applica ai giudici che rinnovano il tesseramento? Dove sta scritto che non rinnovarlo un anno comporta la perdita dell'intera carriera da giudice?

Ma soprattutto, dove sta scritto che a fronte di una regolare domanda di tesseramento inoltrata in data 31/1 con tanto di bonifico e modulistica completa, il segretario della CNG si degni di dare il primo cenno di riscontro in data 2/5 ... QUATTRO MESI DOPO?

In ogni caso, nello status di "Giudice di Gara in attesa di reintegro", incidentalitá mi hanno convinto a riprendere in esame il mio impegno in materia di antidoping, a partire dalla circostanza dell'IronMan Pescara ... circostanza nella quale ho ritenuto di nuovo di informare la procura antidoping di informazioni che avevo ricevuto da terzi, quindi in questo caso e nei successivi, non ho piú agito a titolo personale, ma solo come "inoltratore" di dubbi altrui, nelle persone di un certo numero di atleti che ricordandosi del mio impegno nelle vicende 2014, mi vedevano e continuano a vedermi come un punto di riferimento per la problematica, mio malgrado.

T.B.C.

Ora che hai avuto la pazienza di leggere fin qui, puoi usare questo link per tornare alla pagina introduttiva del mio programma.


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