I peccati di gola

La famosa “porta del refettorio” del Monastero di Alcobaça in Portogallo

E’ da un pò di tempo che gira su Internet una storiella che riguarda una “porta stretta” in un’accezione “apparentemente” diversa dal solito: sembra infatti che presso il monastero cistercense (di epoca medioevale) di “Santa Maria de Alcobaça” ci sia una porta “acchiappaobeso” di 32 cm, che era utilizzata come unica via per accedere alla propria “razione quotidiana di cibo”, per cui chi non riusciva a passarvi, giocoforza, dimagriva in fretta …

La prima cosa che mi fa ha fatto venire in mente questa immagine, è un trema trattato più volte da Padre Robert Faricy SJ, quando ancora predicava alla “Messa dei malati” mensile della comunità “Cuore di Gesù” a Roma: nelle sue sintetiche ma efficacissime catechesi, parlando del peccato, un giorno si lamentava sostanzialmente del fatto che “sono anni che nessuno mi confessa più peccati di gola”.

Eppure il peccato di gola è uno dei sette peccati capitali, e per convincersene basta ripassare il Catechismo della Chiesa Cattolica al punto 1866 che recita:

1866 I vizi possono essere catalogati in parallelo alle virtù alle quali si oppongono, oppure essere collegati ai peccati capitali che l’esperienza cristiana ha distinto, seguendo san Giovanni Cassiano e san Gregorio Magno. Sono chiamati capitali perché generano altri peccati, altri vizi. Sono la superbia, l’avarizia, l’invidia, l’ira, la lussuria, la golosità, la pigrizia o accidia.

Capitale, appunto, perchè “peccato fondamentale”, cioè, in estrema sintesi, in grado di “genera altri peccati” conseguenti.

E tu, caro fratello o sorella, e anche tu “amico della Gospa”, in particolare tu che violi ogni giorno le policy di Facebook utilizzando come pseudonimo Nome “Medju” Cognome (nei casi più “equilibrati”) … da quanto tempo non confessi un peccato di gola?

Ricorda prima di tutto che questa risposta non la devi a me, ma eventualmente al tuo prossimo confessore, nelle modalità che la coscienza saprà sicuramente suggerirti se gli concedi del tempo di qualità per potergli parlare.

Si, perchè genericamente il tuo primo istinto sarà stato “ma chi si crede questo per usare questi toni?” ed in tal caso stai sicuro che se ciò è avvenuto, la tua coscienza avrà qualcosa di concreto da raccontarti.

Se invece il pensiero sarà stato del tipo “oddio … non ci pensavo più” … allora possiamo iniziare a parlarne, e cercare di capire come sia stato possibile negli anni che un peccato capitale abbia perso così tanto di “visibilità”, al punto tale che la Gospa per più di 30 anni ha fatto di tutto per far si che i suoi figli ne riconsiderassero lo “spessore”, con un eleganza ed una delicatezza inarrivabili, invitando cioè solo a riscoprire il digiuno e citando il termine “gola” in un unico caso, il 14 Gennaio 1989

Figli cari! Vi invito a rinnovare il vostro digiuno in tutti i sensi: digiuno della gola e degli occhi, delle orecchie e della lingua. Fate mortificazioni. In questo modo rinnoverete la preghiera del vostro corpo. E state attenti che Satana in questo tempo cerca di distruggere tutto ciò che avete ottenuto nel giorno di Natale e nelle altre feste.

Ovvio che qui il discorso potrebbe farsi lungo, articolato, con derive teologiche anche profonde … ma la Gospa, apostrofata dal Cardinale Schonborn in più di un occasione come la “miglior teologa pastorale”, non ha mai usato paroloni complessi, piuttosto numerosissime volte ci ha richiamato alla preghiera e al digiuno, senza citare espressamente che nutrirsi oltre quantità “equilibrate” costituisce a tutti gli effetti un “peccato di gola”, lieve o comunque veniale se compiuto nell’ordinarietà della “via moderna”, pian piano più grave se compiuto con malizia, consapevolezza, o fine esclusivo di “godere” di un piacere del gusto finendo persino a danneggiare la salute, non solo in termini dentistici … il tutto poi, come ogni peccato capitale, potrebbe porsi alla base di un certo numero di peccati in altra materia, vissuti col lo stesso spirito di “autocondiscendenza” dei primi … ormai ritenuti da più strutturalmente veniali.

Può un “peccato capitale” essere ritenuto “modernamente veniale”? No che non può, lo suggerisce non solo l’esperienza millenaria della chiesa, ma anche un ragionevole buon senso! Rafforzare la nostra “volontà” con il digiuno, cioè saper dire di “no” con fermezza a quel companatico che ci si presenta davanti, anche solo con l’immaginazione, alle 22:00 del Venerdì, e saper dire “no, domattina” .. è il primo passo per poter saper dire “NO!” al peccato più grave quando si presenterà, e sappiamo tutti che lo farà …

In un cammino spirituale, si inizia prima dalle cose semplici, per poi arrivare alle più complesse … non ci si santifica con le altezze della mistica per poi arrivare a “limare” finezze tipo l’etto di pane in più o il secondo cucchiaino di zucchero nel caffè … si procede esattamente al contrario!

Sappiamo quindi cogliere da queste “immagini” via Internet degli insegnamenti laddove talvolta non ce ne vedremmo senza vivere una vita di preghiera, la qual cosa ci può mettere in un clima di ascolto, ed ascoltando la coscienza possiamo avere più possibilità di fare pulizia anche negli altri angoli del nostro cuore.

Secoli di saggezza monastica hanno individuato nel digiuno, non solo nei sensi in generale, ma in quello dal cibo in particolare, un’esercizio spirituale fondamentale per “fortificare” quella “carne debole” a cui si riferiva Gesù quando affermava che “lo Spirito era Pronto” … riscopriamo quindi il digiuno anche nel “tempo ordinario”, lontani dalla quaresima, lontani da Medjugorje, lontani anche dai solleciti della gospa, dei quali il più recente è comunque datato Febbraio 2021 …

Tintoria di Castagnola 27 Agosto 2021
Ave Maria!
Marco
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[Pubblicato anche su http://maria.reginadellapace.it senza modifiche]

Si, tu sei una grande peccatrice

Per un periodo “consistente” della mia vita, ho avuto la grazia di “camminare” accanto ad un sacerdote esorcista e seguirne, almeno “di lato”, una parte “consistente” del suo ministero.

Fra i tanti sui insegnamenti, ne ricordo uno particolarmente efficace, del quale non ricordo le parole esatte, ma “suonava” più o meno in questo modo: «vedi Marco, quando arriva da me una persona, che mi viene a dire “io sono una grande peccatrice” io le rispondo nel breve “si, sei una grande peccatrice” … dalla sua reazione, capisco se è sincera o meno, se è “incamminata verso la conversione” oppure no».

In questo breve “insegnamento”, nella sua semplicità frutto comunque di anni di ministero sacerdotale ED esorcistico, è nascosta una saggezza pari a quella espressa dai primi padri del deserto, con sorprendenti risvolti anche in termini di psicologia spicciola.

Cara sorella, tu che leggi queste “riflessioni”, usale per un esame di coscienza: quante volte nella vita hai “detto di te stessa” io sono così, cosà e cosò … ma poi se arriva un fratello che ti dice “si è vero, tu sei così, cosà e cosò” … stesse parole, stesse virgole, stessi segni di interpunzione, stesso colorito, stessi errori grammaticali, sintattici e lessicali … c’è qualcosa dentro di te che “ribolle”?

Stai serena, cara sorella: significa che sei fatta di carne come tutti noi, come me che scrivo, come un sacerdote, come l’esorcista di cui sopra, come la più grande peccatrice o la quasi-santa che vive in terra aspettando solo il paradiso, persino come il Papa …

La nostra natura umana prevede infatti che tutti noi abbiamo un “corpo materiale” ed un “anima spirituale”: per convincersene, basta consultare il Catechismo della Chiesa Cattolica ai punti 359 e successivi … il problema è che di solito ce ne dimentichiamo, o peggio alla “dottrina della Chiesa” sostituiamo il nostro credo privato, che fino al corpo “quasi” ci crede, ma per quanto riguarda il resto, di questi tempi preferisce rivolgersi a “concetti strani”, ad “energie strane”, piuttosto che al semplice concetto di “anima spirituale” … ci sono delle “guide di Medjugorje” che parlano ai “propri pellegrini” che siamo fatti di “corpo, anima e psiche” convinte di potersi professare, appunto, cattoliche.

E tu, caro fratello, che pensavi che rivolgendosi questo articolo “apparentemente” alle donne, potessi guardare tutta la categoria dall’alto verso il basso, che ne dici se anche tu non sia il caso ti faccia un’esame di coscienza, e riconosca in te stesso che questa dinamica di cose è avvenuta?

Che vuoi che io, che sono uomo, non avrei fatto altrettanto?

A noi uomini è piuttosto richiesto di proteggere non solo la fede, ma anche quella delle donne … le quali però ci superano, e ci passano avanti nel regno dei cieli, anche senza la nostra assistenza, ne diretta ne indiretta …

Questo post potrebbe continuare, e farlo per le lunghe … ma ogni parola aggiunta alla fine servirebbe solo a stemperare il concetto fondamentale:

“caro fratello, se un giorno arrivi a dichiararti a qualcuno che sei un grande peccatore per il motivo X, e poi questo qualcuno ti risponde che è vero, proprio per il motivo X, te la prendi, o no?”

“cara sorella, se un giorno arrivi a dichiararti a qualcuno che sei un grande peccatore per il motivo X, e poi questo qualcuno ti risponde che è vero, proprio per il motivo X, te la prendi, o no?”

Ci sia d’esempio un’episodio della vita di un santo, che fu inviato dal suo vescovo a fare discernimento presso un’anima mistica che si diceva aver visioni celesti: arrivato presso costei, fra le altre cose a un certo punto le disse “lavami i piedi” … alla qual cosa lei si ribellò, offesa … così il santo tornò dal Vescovo e riferì “eccellenza, stia pur certo, non vedo in lei alcun segno di santità” …

… a chi ci dice i nostri peccati, specie se glieli abbiamo persino indicati in prima persona, disponiamo il nostro animo a lavargli i piedi … è il minimo che possiamo fare in ringraziamento del suo prezioso servizio, ed il tutto ci mantiene pure in santa umiltà …

Tintoria di castagnola 23 Agosto 2021
Ave Maria!
Marco.

L’evoluzione dei modem: dai 300bps ai 300Mbps negli ultimi 40 anni

Era da un po’ che avevo in mente di scrivere un’articolo su questo tema … inizialmente l’idea era di produrlo in occasione del VCF 2020, manifestazione ovviamente “saltata” per Covid19 … ma poi dopo aver sostenuto l’esame di “Teoria dei Segnali” presso l’università Politecnica delle Marche ho acquisito migliori basi teoriche per poter scrivere del tema in modo più competente, e forse è stato meglio così: questa “revisione” 2021 di un articolo scritto nel tempo è sicuramente più “consapevole” e tecnicamente più coerente.

Bell 103 Data Phone, 1962

Il mio primo “login” su un sistema telematico l’ho effettuato nell’estate 1989, grazie ad un modem a 1200bps proprio su MC-Link, servizio a cui mi abbonai poi come MC5510 … considerando che al 2020 ancora un certo numero di milioni di utenti fruisce di servizi telematici a mezzo di una “coppia”, o meglio di un “doppino in rame di categoria 3”, ritengo che a molti possa far comodo sapere come sia stato possibile passare dai primi modem su rete telefonica commutata a 300bps (introdotti commercialmente nel 1962) agli attuali EVDSL che sulla medesima coppia, spesso risalente anche 50 anni fa, riescono in qualche modo a “farci passare” dati nell’ordine di grandezza dei 300 Mbit, cioè SEI ordini di grandezza in più (per chi non ne avesse pratica, si parla di un ordine di grandezza considerando un fattore 10, ed il prefisso “Mega” nel sistema internazionale sta per 10^6, uno seguito da sei zeri, un milione).

Un comune “doppino telefonico” di “Categoria 3”
comunemente utilizzato in Italia da decenni

Questo articolo intende occuparsi dell’evoluzione storica dei modem dai primi 80 anni ad oggi, considerando SOLO il doppino telefonico, quale mezzo più conosciuto da tutti; in realtà esistevano un certo altro numero di tecniche di trasmissione, che prevedevano ad esempio l’utilizzo di due o più “coppie”, l’uso di cavi coassiali con differenti impedenze, piuttosto che forme comunicazioni senza fili … ecco, io vorrei occuparmi in questa sede solo della prima categoria.

Bell 103A (o V.21)

Esempio di modulazione FSK
(Fonte:Wikipedia)

Le persone più “mature” che leggeranno quest’articolo ha fatto le sue prime “connessioni telematiche” con un modem a 1200 o 2400 bps … prodotti che venivano tutti forniti “compatibili” con quelli a 300 bps: lo standard Bell 103A fu introdotto come tale dalla AT&T addirittura nel 1962! Permetteva una trasmissione full-duplex a 300 bit/s su una normale linea telefonica, utilizzando un sistema di “modulazione” FSK (Frequency-shift keying), dove il modem che originava la chiamata trasmetteva sulle frequenze di 1,070 o 1,270 Hz e quello che rispondeva alle frequenze di 2,025 o 2,225 Hz

Il modello originale del modem “Hayes Smartmodem” a 300 baud

Chi ha iniziato a “giocare” con i modem nei primi anni 80, si è sicuramente trovato per le mani già un Hayes Smartmodem o un qualcosa di “compatibile”: nel 1981 infatti la Hayes insieme al suo “SmartModem”, pur mantenendosi compatibile con lo standard 103A, offriva per prima un “linguaggio di comando” del modem molto intuitivo, che poi è diventato standard i tutti i futuri modelli (almeno quelli casalinghi), comprendendo fra le altre cose la possibilità di comporre automaticamente il numero di telefono con degli specifici comandi (ATDP:Attention, Dial Pulse; ATDT: Attention, Dial Tone)

Non si trattava di una novità, ma allora non c’erano sistemi standard, e tipicamente un modem a 300bps prevedeva l’utilizzo di un accoppiatore acustico mediante una comune cornetta telefonica con il doppino telefonico.

Rispetto a questi anni sono arrivato “poco dopo”, cioè senza vivere mai personalmente l’esperienza di un accoppiatore acustico, leggendo però un certo numero di recensioni di modem, anche su MC.

V.22: 1200bps

Esempio di modulazione PSK
(Fonte:Wikipedia)

Ho infatti iniziato a connettermi a servizi telematici mediante un modem V22, standard CCITT che alla pari del predecessore V21, elevò al rango di “standard mondiale” una delle tante modalità già disponibili per ottenere un canale a 1200 bps simmetrico su linea telefonica commutata tradizionale: si trattava di una variante dello standard Bell 212A che permetteva la realizzazione di un canale a 600bps o 1200bps utilizzando una modulazione di tipo PSK (Phase Shift Keying).

Sicuramente il mio modem non era “ancora” USRobotics, cioè uno dei produttori di riferimento di Modem a livello mondiale, del quale utilizzerò le immagini a titolo di esempio, anche perché sicuramente si tratta della marca più diffusa in Italia (se non nel mondo) e sicuramente, a distanza di anni, ancora fra le più conosciute.

V.22 bis: 2400bps

Fonte: Vintage Computer Forum

Il precedente standard fu poi esteso per raggiungere il doppio della “velocità”, ma utilizzando una modulazione di tipo QAM (Quadrature Amplitude Modulation), con “fallback” al precedente standard V22 nel caso fosse necessario trasmettere dai 1200bps in giù (per compatibilità verso il basso o per condizioni di linea non favorevoli).

Baud o Bps? La “Modulazione”.

A questo punto il mercato degli standard trovò un pò di quiete: il superamento della soglia dei 2400 bps fu infatti oggetto di ricerca e di un certo numero di standard che si proponevano di ottenere una “velocità” superiore, cercando di superare le limitazioni delle modulazioni FSK e PSK utilizzando schemi più complessi quali il PSQK e la QAM, considerando che molti dei principi di quest’ultima sopravvivono ancora nei modem contemporanei.

A questo punto vorrei cogliere qui l’occasione per dirimere una diatriba che ha visto per anni lottare schiere di utenti circa l’utilizzo del termine Bps e Baud … c’era chi sosteneva fossero equivalenti, chi diversi … “Baud” aveva un look più comune, Bps più tecnico, ma in realtà erano e sono due concetti del tutto distinti e non sovrapponibili … per ben comprendere i quali non è più possibile prescindere da una buona comprensione del concetto di “modulazione” … termine che i più danno per scontato, ma che l’esperienza mi insegna non tutti abbiano capito come si deve.

Al di la di tutte le spiegazioni tecniche che si possono dare del concetto di “modulazione“, c’è da comprendere un concetto di base: nella necessità di dover trasmettere “informazioni” da un punto originante (che possiamo pensare considerare ente trasmissivo, simboleggiato in genere con l’acronimo TX) verso un punto ricevente, abbiamo a disposizione tutti i “mezzi trasmissivi” che separano queste due entità, sia in senso fisico che, soprattutto, elettromagnetico.

Fra due paesi posti sopra una collina, con visibilità ottica, possiamo immaginare in modo molto concreto una “modulazione” a segnali di fumo: presumendo di avere un fuoco che ne produce in modo regolare, interrompere il flusso di fumo con una modalità “pre-concordata” fra le parti (un “protocollo), qualifica il paese originante quale ente TX, ed il fatto che un’altro paese abbia visibilità ottica su questo stato di cose lo elegge a potenziale “paese RX” … l’utilizzo di un codice comune preconcordato (quale il codice morse) realizza un canale trasmissivo, che nel 2021 è possibile realizzare con bassi costi con un efficacia trasmissiva pari a qualche bit al minuto.

Immaginando di moltiplicare il numero di “sorgenti di fumo” trasmittenti, e considerando che ogni simbolo del morse può essere composto da tre sottosimboli (punto o linee), è possibile immaginare di riuscire a poter trasmettere con successo a un bps trasmettendo simboli a 3 baud (con 3 umani “TX” che interrompono ad arte il flusso di fumo, e tre umani “RX” che dall’altra parte leggono questi simboli, e li decodificano grazie al codice preconcordato.

Ecco quindi spiegato in modo “concreto” cosa si intende per “modulazione”: una tecnica che permette di scambiare informazioni fra due enti utilizzando opportune “variazioni” delle caratteristiche di uno dei mezzi fisici che li divide … segnali di fumo nell’esempio simbolico, ampiezza, frequenza, fase di un segnale elettromagnetico (o una combinazione di questi tre parametri) nel caso si utilizzi un doppino in rame.

L’acronimo “bps” sta quindi per bit-per-second, numero di bit massimi trasmissibili (e non necessariamente trasmessi) al secondo: si tratta quindi di una unità di misura della “portata massima” di un canale di trasmissione digitale … affermare che lo standard V22bis permette un canale simmetrico di 2400bps su una linea tradizionale, significa che mentre si può scaricare un file massimo a 2400bps se ne può inviare un altro sempre massimo a 2400 bps (anche sul paese ricevente, si può immaginare di trasmettere segnali con la stessa tecnica al paese originante).

Con il termine Baud quindi si intende qualcosa di sottilmente ma strutturalmente diverso: nel voler onorare la memoria del “Codice Baudot“, con modem a 2400 Baud si intende un apparato che può trasmettere 2400 “simboli” al secondo, per cui un modem a 2400 baud in grado di trasmettere “simboli” da 4 bit, risulta avere una portata trasmissiva massima di 9600 bps: è quanto avviene ancora oggi con le connessioni più rapide su doppino, dove ad una portata massima teorica di 300 Mbps (milioni di bit al secondo) corrisponde un Baud Rate di circa 4000 Baud: vengono quindi trasmessi simboli dell’ordine di grandezza dei 10 Mbit circa 4000 volte al secondo (su 4000 portanti distinte) … come vedete il Baud Rate non è cambiato più di tanto, ma sono modulazioni sempre più sofisticate ad aver permesso l’evoluzione tecnologica che consente oggi a quasi tutte le utenze del territorio nazionale di godere di una connessione a “larga banda”.

V32: 9600 bps simmetrici

Telebit Trailblazer

Arrivo finalmente uno standard mondiale per un canale a 9.6 Kbit simmetrico, a calmierare un mercato che era stato movimentato principalmente da due player: Telebit e US Robotics.

Telebit produceva una linea di modem (Trailblazer) che già a metà degli anni 80 rasentava i 20 Kbit/s grazie ad una singolare modulazione proprietaria (PEP: Packetized Ensemble Protocol) ed era comune per il collegamento di sistemi Unix, mentre UsRobotics tentava di stressare i limiti sfruttando il doppino in modo asimmetrico, arrivando anche a rasentare i 25 Kbit/s trasmettendo dati velocemente solo in una delle due direzioni: se era necessario un upload il modem riservava quasi tutta la banda per il canale trasmissivo, cambiando poi lo schema di trasmissione in caso di download, situazione in cui la banda veniva dedicata invece al canale ricevente.

Il marchio USRobotics finì per avere un successo commerciale maggiore, soprattutto grazie ad una politica di marketing aggressiva che concedeva forti sconti ai “SysOp” delle famose BBS, ma anche perché lo sforzo tributato in termini di ricerca e sviluppo dall’azienda, poi acquisita da 3Com, fu sempre tale da porla “un passo avanti” rispetto sia agli standard che alla concorrenza diretta.

V32bis: 14400 bps simmetrici

uno “Stack” di Modem USRobotics, impilato non in ordine di prestazioni, ma di dimensione (fonte:codinghorror.com)

Tanto per fare un esempio, quando arrivò lo standard per i 14400 bps simmetrici, USRobotics aveva già il modello 16.8k “HST”, tecnologia proprietaria che fu spinta a colpi di 2.4 kbps fino a 24 kbps, proprio mentre lo “standard ufficiale” prevedeva un massimo molto inferiore.

In realtà questa tecnologia proprietaria aveva un approccio molto “smart”: piuttosto che cerca di ottenere un canale simmetrico, coscienti del fatto che tipicamente l’utilizzo di un modem da utente finale era concepito per fare in tempi distinti tipicamente prima dei download di file, poi di upload, gli ingegneri USRobotics svilupparono un protocollo “asimmetrico”; praticamente quando il firmware si rendeva conto che l’utente voleva ricevere un file, realizzava una trasmissione asimetrica, ad esempio 16.8 kbit in download e 0.4 kbit in upload … mentre quando l’utente si apprestava a trasmetterlo, la larghezza di banda di upload e download veniva scambiata … per quei “puristi” che amavano tenere il volume del modem alto, ciò corrispondeva ad un chiarissimo “cambio” nel “rumore di modulazione” …

é altrettanto ovvio che questi incrementi di 2.4k alla volta non erano ottenuti cambiando il baud rate, ma il bit rate … cioè concependo una tecnologia in grado di aggiungere un bit alla volta al “simbolo” trasmesso sempre a 2400 baud (ovviamente, 4 bit per i 9.6k, 5 bit per i 12kbps, 6 bit per i 14.4kbps, 7 bit per i 16.8 kbps, e così via fino ai 10 bit dei 24kbps)

V.34: da 28800 a 33600 bps simmetrici

Sempre a “calmierare” tutti gli standard che nel frattempo l’agguerrita concorrenza cercava di realizzare per accaparrarsi parte di una fetta di mercato che era diventata ricchissima (per la connessione ad Internet dell’utente finale) arrivo finalmente anche uno standard per i 28.8 kbps prima, e i 33.6kbps infine: questo tipo di connessioni, come del resto quelle dei primi modem, erano “adattive”, cioè si adattavano dinamicamente all’eventuale variato rapporto segnale/rumore in linea, scendendo dai 33.6kbps ai 31.2, poi ai 28.8, poi così via fino agli eventuali 4.8 a step di 2400 bps: tutto ciò mantenendo costante il baud rate e diminuendo il numero dei bit trasmessi per simbolo … in teoria, una volta rallentata la velocità per un degrado di linea (ad esempio un interferenza) il modem era in grado di ri-negoziare una velocità superiore con la sua controparte ad intervalli regolari.

The Gadget We Miss: The US Robotics Courier Modem | by Richard Baguley |  People & Gadgets | Medium
USRobotics Dual Standard

In tutto ciò US.Robotics produceva dei modem “dual standard”, cioè in grado sia di essere compatibili con gli standard CCITT, che con i propri protocolli proprietari (ovviamente sempre almeno un bit avanti rispetto agli standard).

Fra le altre cose fu nel 1993 il CCITT , cioè l'”International Telegraph and Telephone Consultative Committee” (in francese Comité Consultatif International Téléphonique et Télégraphique, CCITT) creato nel 1956 fu “rinominato” ITU-T (ITU Telecommunication Standardization Sector), quindi lo standard V34, che ci accompagnò per anni e ancora sopravvive fino ad oggi, fu ratificato proprio sotto questa nuova denominazione.

ISDN (e V.90/V.92)

Il limite di quanto permetteva il doppino telefonico era definitivamente raggiunto: non c’era anche teoricamente modo di andare oltre … l’unico modo era di rendere “digitale” tutto il canale fra utente e utente, o almeno fra utente e “provider”, termine con il quale si indica ormai universalmente un fornitore di servizi telematici.

Di fatto tutta l’infrastruttura telefonica era nel frattempo stata digitalizzata, cioè fra centrale e centrale telefonica le telecomunicazioni avvenivano già da anni con tecnologie digitali, anche in questo caso grazie a delle “coppie di modem” su circuiti però dedicati (e non commutati) che permettevano di aggregare molte comunicazioni su una sola coppia.

US Robotics 000699-00 Courier I-Modem with ISDN/V.34 CJE-0313 *NO AC POWER*  | eBay
USRobotics Courier I-Modem

Era quindi giunto il momento dello sviluppo di un set di standard di protocolli comunicazione completamente digitale che però facesse utilizzo dello stesso mezzo della comune linea analogica PSTN, cioè il solito doppino: prese il nome di Integrated Services Digital Network, una tecnologia che all’atto pratico permetteva di multiplexare su una coppia in rame due canali dati da 64kbps (detti canali B) ed un canale dati “di controllo” (Detto canale D).

Nel 2021 questo standard è ancora vivo e vegeto … nonostante ci si stia spostando sempre di più verso uno standard IP only, TIM ancora è in grado di erogare il servizio ISDN, che resta l’unico modo di collegare alla massima velocità un FAX Standard, a parte ovviamente richiedere un servizio tradizionale PSTN, parimenti ancora erogato e richiedibile.

Courier® Lite 56K* Business Modem: Modello ancora in vendita nel 2021

Con riferimento specifico però all’evoluzione dei modem, oltre ad utilizzo full digital (che richiedeva ovviamente che entrambi le parti fossero dotate di una terminazione di rete completamente digitale), lo standard ISDN permetteva però delle amenità particolari: a mezzo di ingegnosi schemi di modulazione, fu possibile realizzare dei modem per linea analogica che, se connessi ad un provider di servizi con connessione digitale, permettevano di “stressare” il canale di ricezione prima (V.90), e anche quello di trasmissione poi (V.92), fino a un massimo teorico di 56kbs in download e 48 kbps in upload: è quanto fa il modello di cui sopra, ancora in produzione sotto marchio USRobotics nonostante i tanti cambi di proprietà del marchio e della tecnologia stessa … per quel poco di analogico che c’è ancora al mondo, di sicuro questo è il modello più “performante” che sia ancora commercialmente in vendita.

IDSL

Zyxel Prestige 128L

Questo è un acronimo poco conosciuto dai più, ma ne parlo perchè fa un po’ da ponte fra il vecchio e il nuovo mondo, cioè fra le connessioni DialUp e quelle broadband stabili: una coppia di modem IDSL era in grado, sfruttando le modulazioni tipiche della ISDN, di realizzare un canale digitale simmetrico da 144kbps (64*2 per i canali B + 16k del canale D) su un doppino telefonico “dedicato”: utilizzai per un paio di anni una coppia di questi modem per collegare due sedi della mia azienda separate da 2km di doppino telecom standard, regolarmente noleggiato come “CdF” (collegamento diretto fonia). Allo stesso modo anni prima avevo utilizzato due modem V34 per collegare due sedi, in questo caso “distanti” ben 7km di doppino, e questa connessione punto-punto ha funzionato benissimo fin quando è servita 🙂

In questo caso si trattava comunque una delle prime modulazioni dette xDSL, cioè Digital Subscriber Line, delle quali le più note sono ovviamente le contemporanee ADSL e VDSL

xDSL

A questo punto per poter fare un salto di qualità non era più possibile prescindere da una indispensabile “mossa tecnica”: per accorciare il percorso fra i due modem, era ovviamente indispensabile avvicinare uno dei due modem all’utente finale, cioè installarlo … nelle centrali telefoniche!

Prodotti | AVM Italia
Un Fritz.Box 7590

Ciò alla fine non solo risolve il problema della distanza, ma di fatto, potendo realizzare una tratta dedicata fra utente e modem, non è più necessario alcun filtro limitatore di banda, per cui in questo modo è possibile utilizzare l’intero spettro di frequenze per trasmettere segnali sul doppino di rame.

L’idea di base dietro a questo tipo di tecnologia è “valida” ancora oggi nel terzo decennio del 2000 e resterà tale almeno fino a fine decennio … prima il modem è stato installato nelle centrali telefoniche (ADSL), poi si è avvicinato fino all’armadio di strada (VDSL – FTTC), ed in alcuni casi fino alla base di un condominio …

VDSL2 frequencies.png

… il tutto per permettere “portate” trasmissive teoriche massime rispettivamente di 8Mbps/1Mbps (ADSL), 24Mbps/1Mbps (ADSL2+), 55Mbps/3Mbps (VDSL) , 55Mbps/3Mbps (VDSL) , 300Mbps/100Mbps (VDSL2+) … ed il tutto senza sacrificare neanche quel poco di banda che serve per garantire all’utenza finale anche la fruizione di un servizio analogico tradizionale … per quanto con le tecniche del tipo VDSL questo servizio sia ottenuto con standard di tipo VoIP.

Più vicino di così all’utente del servizio non si può materialmente, e da qui in poi l’unica forma di evoluzione possibile in termini di “portata trasmissiva” è arrivare con una fibra ottica direttamente a casa dell’utente finale, piuttosto che con un ponte radio anche dedicato, ad un’antenna sopra il tetto.

In realtà esiste uno standard ancora più “capace” della VDSL2+, il G.Fast (per velocità di download fino a 1Gbps), che però non mi risulta avere alcuna diffusione commerciale significativa … consultando Wikipedia ci sono studi teorici per modulare addirittura un Terabit su un doppino … probabilmente si tratterà di standard che non vedranno mai la luce, perchè ormai la diffusione di reti in fibra ottica che arrivano fino alla casa dell’utente (FTTH) stanno per diventare “comuni” … e non è ardito ipotizzare che entro fine decennio possa essere coperto anche un buon 90% del territorio nazionale, con il resto raggiunto da tecnologie wireless con una ragionevole larghezza di banda.

Conclusioni – i “vecchi” modem nel 2021

fonte: medium.com

Come scrivevo nel paragrafo dedicato all’ISDN, sia le linee ISDN che quelle analogiche tradizionali, sono ancora relativamente diffuse, ma ovviamente destinate ad una rapida “estinzione” … il grafico a lato rende conto dell’andamento dell’utilizzo di modem tradizionali (in grigio) e “broadband” (in blu) .. come noto la situazione americana fa spesso da riferimento profetico rispetto al resto del mondo, e possiamo pensare che anche da noi le cose andranno allo stesso modo, magari con un lag di un paio di anni …

Di sicuro potrei scrivere un’articolo del titolo “L’evoluzione della fibra ottica negli ultimi 40 anni” … considerando che già si parla di “portate trasmissive” dell’ordine di centinaia di Terabit per distanze da dorsale sottomarina su fibre non amplificate.

Per finire, a proposito dei modem xDSL, ho riportato in immagine uno dei modelli più comuni di Fritz.Box, una linea di prodotti fra le più valide e apprezzate, della tedesca AVM, che potremmo ritenere di una popolarità da potersi paragonare ai modem analogici USRobotics … azienda che si è fermata a questi ultimi, con un’incursione poco significativa nel mercato delle prime tecnologie ADSL. A onor di verità avrei potuto utilizzare per l’intero articolo immagini di prodotti Zyxel, produttore ben noto dal mercato e che ha storicamente prodotto sia modem analogici che xDSL … resta che oggettivamente si sia sempre trattato di un “second player” nei casi più felici dei rispettivi mercati POTS e xDSL.

Al prossimo articolo … probabilmente fruito attraverso canali trasmissivi di portata sempre più ampia.

Venezia 30 Gennaio 2020 – Gramolazzo 21 Agosto 2021
MC5510 – Marco Piagentini

La Madonnina dei Cavatori di Gorfigliano

Carissimi,
oggi nella solennità di Maria Assunta in Cielo (che corrispondendo al “dies natalis” degli altri santi, è considerata la festa principale della madonna), vorrei raccontarvi non qualcosa di direttamente correlato a Medjugorje, almeno apparentemete.

Due settimane fa infatti, trovandomi in alta garfagnana per fuggire dalla calura della conca ternana (ma anche per pianificare un mio possibile trasferimento in zona, le mie radici genealogiche sono da queste parti), mi sono trovato nella circostanza di vivere per la prima volta la celebrazione liturgica più solenne di queste zone (al di la di quelle canoniche prescritte dal calendario romano), l’unica che prevede tipicamente un triduo di preparazione.

Si sa che la devozione mariana in italia è ben diffusa, ed in generale da nord a sud le popolazioni locali non mancano di venerarla con titoli specifici della loro devozione particolare o comunque delle peculiarità del luogo: nello specifico la “Madonnina dei Cavatori” è fisicamente una piccola statua di marmo realizzata a partire da quello tipicamente estratto nelle cave, e conservata da anni proprio nelle cave come a richiedere la continua intercessione e protezione della Madre di Dio su tutti i lavoratori delle cave, che qui ancora impiega molti abitanti della zona.

Si tratta di un lavoro mediamente molto pericoloso, specie nei tempi passati quando mieteva vittime annualmente, ma tutt’ora in tempi moderni, nonostante siano stati fatti progressi importanti nel campo della protezione dagli infortuni sul lavoro, solo poco più di un mese fa una cava della zona ha registrato un incidente decisamente “importante”.

La celebrazione “ufficiale” di questa solennità locale, almeno nella forma attualmente conosciuta, compiva quest’anno il suo 74° anniversario, e da un certo numero di anni il tutto si festeggia nella prima domenica di agosto con un triduo di preparazione: così è stato anche quest’anno, per cui vorrei raccontarvi ciò che ho vissuto giorno per giorno nel mio consueto stile da cronista, per cercare di rendere evidenza che anche lontani da Medjugorje si possono sperimentare circostanze di grazia particolari e tali da non far rimpiangere (più di tanto) la Bosnia Herzegovina.

A tutti quei “Medjugoriani” a cui ciò può sembrare impossibile, ricordo che negli anni la Gospa ci ha sempre chiamati sempre e solo a questo: a cercare nella nostra parrocchia e non altrove la sua presenza accanto al tabernacolo (Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione, messaggio del 15 Marzo 1984), ed ovviamente la Presenza di Dio nel luogo sacro, specie nella preghiera, individuale e comunitaria.

Chissà che questa volta i frutti i questo triduo non assumano un profilo “opposto rispetto a quanto consueto”, cioè che sia proprio questa iniziativa ad ispirare un pellegrinaggio a Medjugorje, luogo che molti in questo posto mi hanno confidato di avere il desiderio di visitare.

Quest’anno avevo previsto di ospitare in zona Mons. Domenico Sigalini verso fine Agosto, presso un’abitazione che ho preso in affitto due mesi, ma il parroco della zona, avendo avuto notizia che il Vescovo Diocesano Mons. Paolo Giulietti non poteva essere presente per altri impegni pastorali, mi ha chiesto se per caso Don Domenico fosse disponibile per venire il 1° Agosto per la solennità … e siccome la sua agenda lo permetteva, non solo ha anticipato ben volentieri il suo viaggio in garfagnana, ma è arrivato in tempo per essere presente lungo tutto il triduo, del quale ha presenziato tutti i momenti di preghiera, come vi andrò raccontando …

Giovedì 29 Luglio: primo giorno del triduo

Secondo giorno del triduo: Santa Messa delle 8:00

Il primo giorno siamo arrivati con Don Domenico ed il parroco Don Alessandro solo dieci minuti prima della celebrazione prevista in “località segheria”, e siamo rimasti colpiti dalla quantità di fedeli presenti, nonostante l’ora di prima mattina delle 6:30 e nonostante la pandemia: l’area dove è collocata una cappellina votiva era abbastanza ampia da accogliere tutti nel pieno rispetto delle normative di prevenzione sul Covid19.

Don Domenico ha improvvisato un omelia di carattere mariano che non ho avuto modo di registrare, e già il primo giorno alcuni fedeli hanno chiesto di potersi confessare dopo la Messa … segue una galleria fotografica.

Venerdì 30 Luglio: secondo giorno del triduo

Secondo giorno del triduo: Santa Messa delle 6:30

Il secondo giorno siamo arrivati più puntuali, e per la celebrazione era presente pressoché lo stesso numero di fedeli … oggi però sono stati molti di più quelli che hanno celebrato il sacramento della riconciliazione, grazie anche alla presenza di Don Domenico che si è messo volentieri a disposizione anche per questo ministero.

Seguono i collegamenti rispettivamente all’omelia di Don Domenico ed alla galleria fotografica del giorno.

Omelia di Mons. Domenico Sigalini a Gorfigliano il 30 Luglio 2021

Sabato 31 Luglio: terzo giorno del triduo

Per il terzo giorno del triduo era solitamente prevista una celebrazione in “località Bacolaio” dove normalmente la Madonnina risiede tutto l’anno, cioè all’interno del complesso delle cave … ma alla fine è ormai da tre anni che per covid o per condizioni meteo ciò non riesce (anche quest’anno sarebbe stato un rischio per gli assembramenti necessari per raggiungere il posto) per cui la celebrazione delle 8:00 si è svolta anche oggi in località segheria, con molti più fedeli che hanno celebrato il sacramento della riconciliazione prima e dopo la Santa Messa, con Don Alessandro o Don Domenico.

Anche in questo caso seguono i collegamenti rispettivamente all’omelia di Don Domenico ed alla galleria fotografica del giorno.

Sabato 31 Luglio: veglia di Preghiera

Tipicamente la serata del sabato prima della solennità della domenica prevedeva i fuochi di artificio, che in genere richiamavano centinaia di persone anche da luoghi lontani … quest’anno il Covid ha invece “regalato” a tutti una bellissima, sentita e partecipata veglia di preghiera, nella quale i fedeli hanno meditato i misteri della Gloria del Santo Rosario, grazie alle meditazioni di Don Domenico, al Vangelo proclamato da Don Alessandro, e le decine guidate in preghiera rispettivamente da due fedeli, tre bambini, Don Alex giovane sacerdote, ed infine una coppia di Sposi, tutti nativi di Gorfigliano.

La statua della Madonnina è stata portata dalla cava fino all’apposito piedistallo ad inizio della veglia da quattro lavoratori delle cave, che poi alla fine della preghiera l’hanno sollevata “simbolicamente” verso i quatto punti cardinali durante la benedizione dei celebranti e l’hanno accompagnata in chiesa insieme al parroco, come da tradizione.

Domenica 1° Agosto: giorno della solennità

Nel giorno della solennità le condizioni meteo non hanno permesso lo svolgimento di alcuna celebrazione all’aperto, per cui tutte e tre le Sante Messe previste sono state celebrate nella Chiesa Parrocchiale alle ore 8:30, 11 e 17:30; per quest’ultima era comunque prevista la presenza del Vescovo diocesano Mons. Paolo Giulietti che è stato impossibilitato a raggiungere il posto per un problema con l’auto, per cui la presenza di Mons Sigalini alla messa delle 11, con la partecipazione delle più importanti autorità locali, si è rivelata particolarmente provvidenziale: fra l’altro pochi sapevano del fatto che Mons. Sigalini è stato fondatore nonchè predecessore di Mons. Giulietti al servizio della Pastorale Giovanile Nazionale.

Anche in questo caso è disponibile sia l’omelia di Don Domenico (che nel frattempo aveva “studiato” la storia della festa ed è stato capace di riferivisi più volte durante l’omelia) che un album fotografico con i momenti più importanti della celebrazione.

Vedete come anche a distanze molto importanti da Medjugorje la Gospa intercede grazie sorprendenti: provvede Vescovi in modo non pianificato, provvede aiutanti e collaboratori non previsti, aiuta i fedeli a riconciliarsi con Dio … ed anche a desiderare un pellegrinaggio, magari proprio un pellegrinaggio a Medjugorje!

Mi viene da fare un’ultima considerazione, proprio sul titolo di “Madonnina dei Cavatori” … mi viene in mente una simpatica vignetta che (ricordo di aver visto anni fa mi pare sulla Settimana Enigmistica) raffigurava Maria dallo psicologo con un bel punto interrogativo sul fumetto sopra di lei, e una quantità di “titoli” che la circondavano del tipo “Madonna di Lourdes, Madonna di fatima … e così via a decine”. L’immagine è senz’altro simpatica, fa sorridere, ma qui ad essere disorientata non è la Madre di Dio ma piuttosto noi, che pretendiamo di “appropriarci di lei” considerandola di un luogo, di una categorie di persone, Madonna di … Madonna degli … e così via …

Non è solo una questione linguistica .. se ci pensiamo dovremmo chiamarla “Nostra Signora di Lourdes, Nostra Signora di Fatima, Nostra Signora di Gorfigliano, Nostra Signora dei Cavatori” a sottolineare che la riconosciamo Regina, Regina del cielo e della terra, degli angeli e di tutti i santi, sia in cielo che in terra, quindi Regina di tutti noi suoi figli, anche dei cavatori … quindi …

Nostra Signora dei Cavatori, prega per noi!

Tintoria di Castagnola 15 Agosto 2021
Ave Maria!
Marco.

Album fotografici e materiale multimediale

Come riferimento per chi ritenesse di voler conservare parte dei materiali citati in questo articolo, ecco un elenco di link:

[Pubblicato anche su maria.reginadellapace.it senza modifiche]

Un giorno di Vero lutto … un vuoto ancora incolmato

Titolo: Re: E’ morto Emilio
Inserito da: DJgiap – Novembre 29, 2009, 08:54:48
Essere svegliati la Domenica mattina … perchè una gara è annullata … perchè “è morto Emilio” mi sembra ancora un film al quale non vorrei credere …
Non sapendo veramente cosa scrivere … dopo averci parlato a telefono solo pochi giorni fa … condivido di cuore chi ha deciso, in federazione, di lasciare in home solo questa triste notizia (http://www.fitri.it/_index.php).
Post su “FCZ” del 29 Novembre 2009


E’ andata proprio così … ricordo chiaramente che stavo ancora dormendo, evidentemente ero pure in ritardo, quando una telefonata mi ha svegliato: era Dino, che mi ha “gelato” in modo sintetico proprio con quella frase, “è morto Emilio”.

Ci misi un po’ a riprendermi … poi la prima reazione fu quella di “controllare online”, e sia sul sito federale che su “FCZ” la notizia era già nota … un giro di telefonate, e decido comunque di partire per Labaro, alle porte di Roma, dove era previsto un Duathlon, previsto a calendario, che poi si svolse regolarmente … a distanza di quasi 12 anni ricordarsi tutti i particolari è dura, così mi affido a un file di testo che ho ritrovati una cartella degli appunti, non sicuro di dove potrei averlo condiviso:

Come dicevo stamattina, la gara alla fine si è fatta, anche perchè molti non sapevano che era stata voluta espressamente da Emilio, che ambiva organizzare su quel percorso un campionato italiano in futuro … per cui ho portato una stampa del sito FI.TRI su A3, che è stata esposta volentieri all’ingresso della zona cambio.
A parte il canonico minuto di silenzio, dopo il briefing dell’organizzatore ho preso io il microfono per due parole dette da un “triatleta qualsiasi” … ricordando semplicemente che Emilio, per me, era semplicemente “uno fra noi”, un presidente a cui potevi dare del tu in gara, dall’elite della nazionale all’ultimo atleta age group arrivato nel branco.
Quindi ho invitato tutti a fare “in memoriam” un lap dei 4 di corsa in gruppo … proposta condivisa da tutti … ed è stato veramente bello per una volta ritrovarsi tutti insieme …

… ao, fico, perchè nun lo famo tutte le volte così me scaldo …
.. o, forte però, davanti a tutti nun cero mai stato ….

Alla fine del primo lap … “va bene per tutti partire alle strisce pedonali???” … risposta “ok ok” … un applauso collettivo pochi metri prima, e poi via come sempre: gara molto tecnica, con ripartenze e saliscendi che mi hanno letteralmente massacrato … a parte forse l’U-Turn e qualche buca di troppo, con l’asfalto rifatto è sicuramente una sede adatta ad un campionato di duathlon sprint.

Ciao Emilio, speriamo che su quel circuito si correrà ancora in futuro, magari come “memorial di Toro”, cosa già proposta e di principio già ben accolta.
Un triatleta qualsiasi.
Appunti …. di quel giorno …

Postai anche quattro foto su Facebook, che riporto con le stesse didascalie che ancora sono sempre li …

Copy of Quel giorno, pur nella pace e nella serenità, è stato veramente un giorno di lutto …
Copy of … anche l’arco d’arrivo, con il suo nero cupo, sembrava listato a lutto, e nessuno faceva caso allo sponsor …
.. una zona cambio vuota, quasi del tutto smantellata, forse è la migliore immagine per esprimere il vuoto che hai lasciato in questo sport …
… non l’ho fatto apposta, ma in quella ZC c’erano rimaste solo due biciclette, fra cui la mia, in rigoroso acciaio … 250 euro con cui ho gareggiato 3 anni come l’ultimo degli Age Group, ma tu mi davi comunque del TU, e mi facevi sentire un Atleta di questo meraviglioso mondo, grazie di cuore, Emilio!

Il funerale fu poi celebrato il successivo 12 Dicembre a Ponte Milvio, nella chiesa della Gran Madre di Dio, alle ore 17 … ci furono quindi molti giorni per “organizzare qualcosa”.

In quei mesi io sostanzialmente nel triathlon ero “appena arrivato”, avevo esordito solo a Maggio 2007 con il mio primo Sprint, ma non solo mi ero già dato da fare “alla grande” … da giudice ero già stato presente ad un Campionato Italiano, al Lago del Salto quell’anno, proprio per esplicita volontà di Emilio … e avevo anche un ruolo di “moderazione” su FCZ, un forum che a quel tempo era praticamente l’unico punto di riferimento in italia per i triatleti.

Così, aprii un “topic” apposito, per raccogliere delle “testimonianze”, in aggiunta a quell già aperto per i messaggi di “cordoglio”, allo scopo di portare poi il tutto alla famiglia:

Titolo: In memoria di Emilio
Inserito da: DJgiap – Dicembre 03, 2009, 09:41:57
Lo scopo di questo topic, non è quello di sostituire o integrare quello di condoglianze …
http://www.fcz.it/forum/index.php?topic=11825.0 (E’ morto Emilio)
quanto quello di raccogliere delle “memorie” sulla sua persona, e sul suo operato “fra di noi”.
In questi giorni infatti ho avuto varie occasioni di raccogliere testimonianze “private” di quello che Emilio ha fatto per alcuni, di proprio buon cuore, anche al di la della sua carica di presidente Federale.
Forse il regalo migliore che possiamo fare a tutti, ed in particolare alla famiglia, e di tirar fuori dal nostro privato, se possibile, questi episodi, e di raccontarli qui … vedrete che questi contenuti saranno più graditi di qualsiasi canonica corona di fiori.
Per intenderci, mi riferisco a “testimonianze tipo questa”
http://www.fcz.it/forum/index.php?topic=11825.45
o questa
http://www.fcz.it/forum/index.php?topic=11825.msg267681#msg267681
Mi auguro che molti di voi abbiano qualcosa da scrivere …. magari fatelo presto, perchè questo topic verrà chiuso a lucchetto e lasciato in perenne evidenza proprio il prossimo 12 Dicembre.
Intanto vorrei iniziare con il farvi notare che la migliore memoria di Emilio, ce la ha lasciata lui di se stesso, con tutti i post che ha fatto in questo forum, di cui era iscritto fin dal 2004 ed in cui ha postato per l’ultima volta alle 19.11 del 28 Novembre … penso pochissime ore prima di lasciarci.
Basta leggere i suoi ultimi post, da questo link
http://www.fcz.it/forum/index.php?action=profile;u=70;sa=showPosts
per rendersi conto di tante cose su di lui … in particolare nel terz’ultimo post, emerge particolarmente chiara la sua “Visione della Federazione” … al punto da assomigliare quasi ad un “testamento federale programmatico” (perdonatemi l’iperbole, ma non mi vengono al momento termini migliori) … in aggiunta vi scrive “.. altrimenti non avrebbe senso la mia presenza su questo forum, che certo non sarà istituzionale ma è in linea con il mio rapporto con questo mondo oramai da anni.”
E con questa sua affermazione, penso che ci abbia detto veramente tutto … si capisce bene perché tanti “Age Group insignificanti” gli siano rimasti affezionati, anche per averci parlato solo una o due volte.
Ebbene, noi tutti speriamo che in questo post interveniate numerosi!
P.S. Per i nostalgici della prima ora, questo è il suo “primo” post in questo forum, di cui sia rimasta traccia, e mi pare significativo tanto quanto gli ultimi (ad esempio quando dice “Intanto propongo e impongo di darsi del tu“).
http://www.fcz.it/forum/index.php?topic=539.msg5131#msg5131

I post furono numerosi, così il giorno della funerale fu consegnato alla famiglia un “fascicoletto” con tutti i messaggi di cordoglio e le testimonianze di un nutrito gruppo di “appassionati”, principalmente atleti di medio/basso profilo agonistico, age group comuni .. l’autore del tutto fu il sottoscritto, e il file potete scaricarlo alla fine di questo post. L’ultimo messaggio era sempre mio:

Titolo: Re: In memoria di Emilio
Inserito da: DJgiap – Dicembre 11, 2009, 22:46:29
La prima volta che ho visto Emilio, è stata a Lecco per i CI Sprint nel 2007 … qualcuno mi ha indicato “vedi, quello è Emilio” … “Emilio chi?” … “ma come chi, il presidente!” … e così gli feci uno scatto … della serie … “immortalamolo un pò” …
http://www.facebook.com/photo.php?pid=865492&l=3fd702477d&id=1014979112
… e poi da quel giorno si, l’ho sempre visto nelle gare più disparate, sempre con quel “ridicolo zainetto”, come ha detto giorni fa un altro fcz, ma sempre in mezzo agli atleti, a parlare con tutti, quando non a sistemare in prima persona la zona cambio.
Mi iniziò a sorprendere l’anno scorso, quando me lo hanno presentato … e lui … “si si, tu sei quello che sul forum l’anno scorso ha scritto quel post sul GPS … sai poi l’abbiamo effetti usato un logger in ETU per monitorare alcuni atleti in via sperimentale” … e da quella volta, ad ogni incontro, ho SEMPRE avuto di che sorprendermi!
Per me, poter dare del tu e parlare affabilmente con “il Presidente”, è stato uno dei fattori che mi ha fatto affezionare di più a questo mondo singolare … certo, non mi sono dato al triathlon grazie ad Emilio, ma se ora mi ci ritrovo così dentro, e in parte anche colpa sua … Così quest’anno al Lago del Salto, grazie a lui mi sono ritrovato a fare l’esperienza come Giudice in moto per controllare il divieto di scia per gli Elite (e mi sono goduto la gara da una prospettiva invidiabile [ok]) , e che sorpresa quando mi ha chiamato a casa il giorno dopo per “alcune precisazioni” … perché “mi sembrava corretto Marco, visto che ieri abbiamo lavorato
insieme” !!! [chapeau]
E così il 29 speravo di incontrare Emilio per fargli qualche proposta concreta .. lo avevo sentito a telefono solo 5 giorni prima per questioni legate proprio a FCZ, e mi aveva proposto di partecipare ad un corso che si sarebbe tenuto a breve per la figura di delegato tecnico … ed invece mi sono ritrovato a portare una stampa del sito fi.tri con la notizia della sua dipartita in zona cambio.
Grazie di tutto Emilio, rispetto a tanti altri non ti conoscevo abbastanza, ma per quel poco che abbiamo avuto a condividere, è stato veramente un onore e un privilegio “lavorare con te” [chapeau].
Per ora ci mancherai, ma ci rivedremo presto … fra qualche anno … nei “piani alti” … tu per l’ultima “zona cambio” ormai ci sei passato, ora riposa nella Pace del Signore, e ricordati anche di noi nelle tue preghiere 🙂

Tornando proprio al giorno del funerale, a parte l’assemblea numerosa, mi ricordo la presenza della Presidente ITU Marisol Casado (a distanza di 12 anni purtroppo ancora al suo posto) e che fra i ministranti della liturgia c’era Massimiliano Zanetti, cioè un Triatleta, “uno di noi”.

Della celebrazione ricordo poco, è passato veramente tanto tempo … ricordo solo che prima con alcuni parlavamo “come se niente fosse”, perchè forse ancora non ci credevamo … ricordo chiaramente un volto quasi-sorridente della figlia, Alessandra, che accettò il nostro fascicoletto (stampato la mattina stessa in una copisteria del centro) anche serenamente … del resto era passato qualche giorno e magari sia lei che la madre avevano metabolizzato meglio il tutto.

Di solito, a domande serie fatte da persone serie, rispondo con piacere.. altrimenti non avrebbe senso la mia presenza su questo forum, che certo non sarà istituzionale ma è in linea con il mio rapporto con questo mondo oramai da anni. e.

Il fascicoletto si apriva con una mia foto, la prima che abbia mai scattato ad emilio (nello specifico con una telecamera miniDV sony a 640×480), oltre che ad una foo di gruppo in cui non comparivo, e che non mi va di condividere per vari motivi; in didascalia una frase di emilio, fra le più significative ed autodescrittive del forum degli appassionati sopra citati.

In conclusione di “articolo” vorrei fare delle brevi considerazioni: con emilio alla guida, che mi aveva già indicato un percorso da delegato tecnico senza neanche che sapessi di cosa si trattasse, sono ancora certo che il mio “Sogno Olimpico”, cioè di poter arrivare da Ufficiale di Gara ad un olimpiade, si sarebbe concretizzato ben prima di quanto io desiderassi e avessi pianificato, cioè nel 2020.

Ciò non è stato, per una serie di fattori in buona parte indipendenti dalla mia volontà, anche se di errori, gravi, sotto la mia responsabilità ne ho fatti anche io.

Devo però ad Emilio, per un impegno morale preso a suo tempo e più volte rinnovato, privatamente e pubblicamente, di portare la questione fino in fondo: al momento resto l’unico ufficiale di gara ad essersi impegnato con risultati concreti in questioni relative al Doping Sportivo … e mi sono messo in testa di arrivare fino in fondo ad una spinosa questione di Doping Amministrativo … in modo molto, ma molto, ma molto anticonvenzionale …

Anche se al momento mi sto occupando di Quadrathlon, la speranza di tornare ad avere un presidente serio e competente nel Triathlon, che a suo tempo si prenda il vezzo di sistemare anche questioni del passato, sono certo di condividerla con tanti.

9 Agosto 2021
Ave Maria!
Marco Piagentini.

P.S. Seguono due file “PDF”, quello della Federazione, e quello degli FCZ, praticamente di mia quasi-esclusiva redazione.

IronPolesine 2021

Carissimi,
pochi si sono accorti che nel panorama del multisport italiano si sta affacciando un nuovo “brand” che mira a coprire con gare di duathlon, triathlon e altro un’area fra le più “favorevoli” del territorio nazionale, al momento decisamente poco sfruttata (con l’eccezione se si eccettua la storica IronDelta, che però rispetto al polesine si trova tecnicamente poco più a sud).

Così lo scorso Maggio la provvidenza mi ha portato ad “arbitrare” un singolare “duathlon di beneficienza”, organizzato da un ex giudice federale come me, a beneficio di sue iniziative private … chi mi segue sa quanto mi manca questo aspetti dei campi di gara, e almeno da lassù non sembrano esserne dimenticati.

La singolarità di questa manifestazione è che, pur non essendo una “gara federale”, ne sotto l’egida di alcun Ente di Promozione Sportiva, si è svolta nel pieno rispetto delle normative nazionali, anche in merito alla prevenzione del Covid19: è stata infatti assicurata privatamente, organizzata privatamente, con il supporto delle istituzioni locali … pur trattandosi, sostanzialmente, di un “allenamento condiviso” in forma amicale, anche se configurato come sostanziale “simulazione di gara”.

Così Domenica 23 maggio 2021 mi sono trovato di nuovo a vestire un uniforme da Ufficiale di Gara, e a dare una mano alla manifestazione ad “andare avanti” … la starging list contava poco meno di 100 persone, che si sono affrontati in un duathlon tuttosommato praticamente “regolare”, con rolling start di 5 atleti ogni 5 secondi, frazione di corsa da 5km, frazione di bici da 20km, frazione di corsa da 2,5Km.

Partenza dei primi 5 atleti

Condivido con voi, oltre allintero album a fine articolo, uno scatto veramente singolare, che ritrare me con l’uniforme da “UG”, l’organizzatore che si è appena concesso la prima frazione run, e due volontarie fra cui una disponibilissima e bravissima ufficiale di gara di primo livello per mount line, dismount line, e spunte di arrivo.

Duathlon Max duro: un atleta in T1

Circostanze hanno voluto l’imprevisto e oggettivamente imprevedibile: in competizione di questo tipo è sempre stata mia abitudine ricostruire i tempi di gara a partire da scatti fotografici fatti agli atleti in partenza e in arrivo, calcolando con un banale spreadsheet le differenze: immaginate la mia sorpresa quando, tornato in albergo, non sono riuscito a trovare neanche uno scatto dei pur numerosi effettuati sulla scheda di memoria SD della fotocamera, nonostante più tentativi con tecniche anche avanzate di recupero dati.

Il problema era molto probabilmente legato all’elettronica della mia ormai vecchia D5300, che infatti da lì a due giorni mi ha abbandonato, ed il gentilissimo Maik è stato così squisito da dedicare parte dei fondi raccolti con la gara alla mia iniziativa di crowdfunding per l’acquisto di un nuovo corpo macchina, una Nikon D50 Mirrorless con cui avrò modo di sdebitarmi alla prima occasione.

Le uniche foto della manifestazione sono quindi dovute ad una gentilissima accompagnatrice, Cristiana Simoni, più a qualche scatto rimasto nel mio smartphone (che però ha fatto anche interessantissimi filmati) ed infine due scatti della “ufficiale di gara” Giulia Rossetto: lei si che lo è ufficiale di gara, nazionale di SledDog, sport di cui è anche pluricampionessa, ma se la cava benissimo anche sui campi di gara multisportivi (laddove questo post fosse letto anche da qualche atleta partecipante, è ancora possibile aggiungere le vostre foto sull’album google photos condiviso).

Un Ufficiale di gara … perplesso

La redazione di una vera e propria classifica è quindi cosa ardua: tecnicamente mi sarebbe possibile, a partire dalla starting list e con metà delle spunte di arrivo valide più le foto … però forse non è il caso per più di un motivo: in primis perchè si trattava di un evento informale di beneficienza, e si sono veramente divertiti tutti, dal primo all’ultimo … poi, spece in bicicletta, nonostante io abbia dato fondo a tutto il mio fiato al fischietto, i grupponi erano veramente numerosi, ne il gruppo fisso dei primi 4 pareva sapere cosa fosse un ufficiale di gara, e tantomeno riconoscere all’arrivo di aver fatto gruppo e dato cambi regolari per tutta la durata della bici … e poi potrei continuare, ma ripeto, per un evento del genere, ma SOLO per un evento del genere, va bene così … se volete convincernvene, guardate i video disponibili a fine articolo nel mio album … perchè quando in futuro il tutto sarà organizzato per le vie più ufficiali sotto l’egida di un EPS, quanto ho visto E filmato sarà ovviamente intollerabile.

… anche perchè fra i soggetti più soddisfatti sicuramente possiamo citare il Sindaco di Occhiobello, soddisfatta anche per aver avuto evidenza di un buono sfruttamento delle risorse locali ai fini sportivi e di promozione del territorio, e il responsabile dell’associazione di beneficenza cui è stato donato l’assegno-ricavato delle quote di iscrizione, vero fine della manifestazioni.

Tanti auguri quindi a Maik Benetti per il prossimo impegno a “brand” IronPolesine, cioè l’allenamento condiviso “TrisunTriathlon” del 28 Agosto, sempre presso la piscina comunale di OcchioBello che questa volta sarà utilizzata come ale: un’allenamento che pur informa amicale, pur sempre organizzato da privato, e comunque un evento regolarmente assicurato e può persino vantare Decathlon come sponsor, persino con timing chip-based e distanza “111” tipica dell’ormai defunto circuito TriStar (con la possibilità di gareggiare anche su metà della stessa distanza).

Per ulteriori informazioni sugli eventi “IronPolesine” ed in particolare il TriSun 111 di Sabato 28 Agosto 2021:

Tintoria di Castagnola 7 Agosto 2021
Ave Maria!
Marco Piagentini.

P.S. Per quanto riguarda le foto:

Anniversario di Sacerdozio

Carissimi,
trovandomi in garfagnana con Mons. Domenico sigalini in occasione di una festività locale, invitati a pranzo dal comitato organizzativo e dal clero locale, sono stato testimone di un “invito” particolare … uno dei sacerdoti, sapendo che Don Domenico restava nei paraggi per altri due giorni, ha espresso il desiderio che il Vescovo fosse presente il successivo mercoledì 4 Agosto all’anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

Ed il Vescovo, con il quale avevamo altre cose da fare, ha accettato di buon grado, quasi con entusiasmo.

Così sono stato testimone di questa “piccola” liturgia infrasettimanale, già prevista in una frazione minore dell’alta garfagnana come Santa Messa a beneficio di anime defunte, che si è trasformata in una piccola solennità: Mercoledì 4 Agosto, nella piccola frazione di Borsigliana in alta Garfagnana, Mons. Domenico Sigalini, Vescovo emerito della Diocesi Suburbicaria di Palestrina ha quindi celebrato l’eucarestia nella memoria di San Giovanni Maria Vianney, Sacerdote, il ben noto “Santo Curato d’Ars”.

Quella che per noi laici può sembrare una semplice ricorrenza, per i sacerdoti è un fatto importante: quel giorno, per opera dello Spirito Santo, interviene un cambiamento “ontologico” della loro persona, in modo ben più profondo di quanto avviene per gli altri “sacramenti caratterizzanti”, dal 4 Agosto 1985 Don Michel Murenzi è diventato “Sacerdote Per Sempre”, e per la memoria di questa giornata non potevano intervenire degli altri confratelli, Don Alessandro Gianni e due confratelli Ruandesi … ma la Divina Provvidenza ha disposto persino la presenza di un Vescovo, che ha in se la pienezza del Sacerdozio.

La liturgia, semplice ma solenne, accompagnata dal canto dei parrocchiani intervenuti, ha visto il Vescovo celebrare con le tipiche insegne Episcopali e tenere l’omelia, e Don Michel fare un sentito ringraziamento al Signore e al popolo per questi 36 anni di sacerdozio, chiedendo il Don della perseveranza nel Suo Santo Servizio.

Essere presenti ad un “evento” del genere è sempre una grazia grande, e sotto certi aspetti non pienamente “condivisibile” con un racconto: alla prossima occasione non “lasciate soli” i vostri parroci nei loro anniversari, ma possibilmente anche i vostri Vescovi nell’anniversario della loro consacrazione Episcopale.

5 Agosto 2021
Ave Maria!
Marco Piagentini.

P.S. Potete leggere la traccia dell’omelia di Don Domenico all’indirizzo
https://domenico.sigalini.eu/2021/08/04/mi-bastano-le-tue-briciole-di-vita-anche-per-mia-figlia

Segue una piccola galleria fotografica, della celebrazione della graziosa Chiesa di Santa Maria Assunta in Borsigliana, che custodisce il prezioso trittico di Pietro da Talada , tratta dal più completo Album Google Photos, dove si può avere evidenza che una buona grigliata fa piacere anche fra confratelli sacerdoti e rispettivi ospiti 🙂

(Pubblicato anche su http://maria.reginadellapace.it nella medesima data)

San Paolino … e San Valentino

Carissimi,
lo scorso 12 Luglio ho avuto modo di essere presente ad una celebrazione solenne nella festa di San Paolino da Lucca, Vescovo e Martire, nell’omonima basilica a lui dedicata: notizie storiche incerte lo danno non solo come primo Vescovo di Lucca ma anche come Vescovo nominato direttamente tale da San Pietro.

Si tratta di una situazione analoga a quanto si sa di San Valentino da Terni, anche lui Vescovo e Martire (anche se non primo vescovo, lo fu Sant,Antimo): le notizie storiche sulla sua vita sono veramente incerte, e molto probabilmente frutto di mitologia ed enfasi.

Ciò non toglie che entrambi questi “personaggi” ci possano offrire spunti di riflessione, ma soprattutto di conversione, molto interessanti e pertinenti: per entrambi infatti, a più di 18 secoli dalla loro vita si riunisce una città intera almeno una volta l’anno, probabilmente da allora.

Per chi di noi, in futuro, qualcuno si riunirà a pregare, se tutto va bene, per più di due o tre anni nel giorno dell’anniversario della nostra dipartita? Figuriamoci se faranno mai la nostra “memoria” … eppure non siamo tutti chiamati alla santità? Di questi santi non dovremmo seguirne l’esempio imitandone le virtù? Non sta forse scritto “siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli” e la Gospa non ci richiama forse alla Santità da almeno 40 anni? Lei che ci ricorda che i santi non si pregano (1 Novembre 1983) , ma si prega CON loro (appunto, in quella “comunione dei santi” che spesso invochiamo solo a memoria, senza la minima cognizione di ciò di cui stiamo parlando) …

Però questi personaggi sono a noi “lontani”, non solo “lontani nel tempo”, e questo è ragionevolissimo se si parla di 18 secoli e di scarse informazioni plausibili, ma purtroppo sono a noi “lontani” anche come santi.

Eppure seguirne l’esempio ed imitarne le virtù non è cosa impossibile: certo, non avremo mai la “dimensione storica” di un fondatore di una chiesa, ma chi ci impedisce di fondare un gruppo di preghiera? La Gospa non ha forse detto che i gruppi di preghiera sono “necessari in tutte le parrocchie?” (11 Aprile 1982).

Ma si tratta solo di un esempio, di cose da fare per seguirne l’esempio ce ne sarebbero tante, e la nostra coscienza lo fa bene … nel frattempo ci accontentiamo di partecipare, forse, a queste celebrazioni, e di aspettare, forse, almeno la benedizione finale.

A questa celebrazione nello specifico era presente una porzione molto ridotta del popolo di Dio, non solo causa covid, però erano singolarmente presenti una quantità importante di “autorità locali” a mezzo dei loro rispettivi rappresentanti, tutti in “uniforme” di rappresentanza: sindaci, responsabili di corpo d’armata locale, e così via … tutti rigorosamente rispettosi del distanziamento e del resto dei protocolli anti-covid, così come buona parte del presbiterio locale insieme al suo Vescovo, naturale successore di San Paolino.

San Paolino di Lucca 2021: Olio e Cero votivi

Come potrete vedere dalla galleria fotografica, il colpo d’occhio è senz’altro singolare, sia dall’ingresso, che dal presbiterio … durante la celebrazione vengono tradizionalmente offerti “al Santo” l’olio per una lampada votiva a turno ogni anno da parte di tutti i singoli comuni del territorio diocesano, ed un cero dalla città stessa, rappresentata dal suo Sindaco.

In questa basilica le reliquie del santo sono comunque contenute nell’altare maggiore, ma l’urna con la maggior parte dei resti mortali è posta in una cappella laterale: a questa viene offerto il cero dalla città mentre l’olio alimenta la lampada posta sull’altare maggiore.

Per quanto riguarda la celebrazione, ero impegnato principalmente a fare foto, ed essendo per me la prima volta, ero più concentrato sul servizio fotografico che altro, così ho seguito il tutto “come un osservatore”, senza essere coinvolto nella preghiera o nell’omelia del vescovo, un punto di vista apparentemente poco edificante, che però è capace di offrire prospettive sorprendenti.

Prima lettura

Vedere la Parola letta da un rappresentante di un’autorità è comunque significativo, così come osservare il religioso silenzio con cui tutte le autorità, anche “importanti” hanno ascoltato un omelia molto pertinente al loro ruolo, hanno accompagnano con formalità il momento di omaggio al Santo, ed hanno in generale partecipato a tutta la celebrazione (e i più si sono anche comunicati, fra le altre cose).

Quando poi, prima della benedizione finale, vedi tutti i gonfaloni dei comuni, della provincia, e di altre istituzioni locali, tutti solennemente alzati … puoi anche essere stato distratto, non aver vissuto niente della liturgia, essere pellegrino e forestiero in terra straniera, ma tu li capisci che è tutto vero.

Gonfaloni esposti per la benedizione solenne

Si, è tutto vero, ed “eventi” del genere non sono affatto mera formalità: in quella circostanza il Vescovo, quale Vero successore di San Paolino, ha benedetto tutti i presenti, e attraverso i loro rappresentanti, tutti gli assenti e tutto il territorio … e nel vedere i presenti, la loro fede, ma soprattutto il “modo” con cui i gonfaloni sono stati “esposti” alla benedizione, c’è da avere evidenza che se il Signore fosse tornato in quella circostanza, avrebbe ancora trovato Fede sulla terra.

Quella benedizione è “vera”, quella benedizione “arriva” … nonostante la poca fede, nonostante le distrazioni, nonostante l’assenza di tanti che era invece “presenza” attraverso i rispettivi rappresentanti … certo, di queste “rappresentanze” non si può abusare, nel mondo della fede non ci si può “accomodare”, non si possono mandare sempre “terzi” al posto nostro, ma in alcuni ambiti è possibile … sono quelle benedizioni, con effetto a prima vista “nullo” o quantomeno “invisibile” a provvederci le grazie necessarie per la presente vita e per meritarci la futura, ed anche questo la Gospa ce lo ha assicurato veramente in tante occasioni!

Di parole se ne potrebbero scrivere ancora molte, ma preferisco lasciarvi al mio canonico “photostream” su Google Photos, i cui scatti più significativi avete trovato in quest’articolo: sfogliatela velocemente per farvi un’idea di questa celebrazione, e se doveste visitare Lucca, non andate solo in Cattedrale, da Santa Gemma, o in cerca della Beata Elena Guerra … fate il vostro piccolo pellegrinaggio alla basilica minore del Santo Patrono, e, possibilmente, lasciatevi ispirare ad imitare alcune delle sue virtù.

Tintoria di Castagnola 20 Luglio 2021
Ave Maria!
Marco.

Album Google Photos -> https://photos.app.goo.gl/7poJaPjF5BHnkeSy8

Pubblicato anche su http://maria.reginadellapace.it senza modifiche.

FrecciaOrte 2021

E così alle 6:50 del 12 Luglio 2021 mi ritrovo a bordo di quello che avevo già battezzato “FrecciaOrte”, ormai in servizio regolare dal primo giorno di cambio orario estivo 2021 … cioè il primo treno in “Servizio Frecciarossa” che ferma ad Orte, nella sua versione “pari”, cioè il 9506 delle 6:43, e “dispari”, cioè il 9565 delle 22:22

Introdotto e blasonato come servizio per Milano in 3h (in realtà 3h7′), la gente ha sicuramente sottovalutato che con questo treno si può arrivare a Firenze Santa Maria Novella in 1h3, a Bologna in 1h50′, a Reggio Emilia AV in 2h15′ e a Milano Rogoredo in 2h56′ (perchè mai arrivare in Centrale?), piuttosto che la sera a Roma Tiburtina in 32′ e a Roma Termini in 43′ (valori questi ultimi ovviamente da Traccia XXL, leggi recupero orario).

Come avete dedotto, l’articlo è scritto al presente perchè redatto integralmente durante il viaggio in treno, salvo qualche correzione fatta sul treno successivo.

Il 9506 appena arrivato ad Orte al binari 2

Comunque, oggi il treno 9506 da Roma Termini per Torino Porta Nuova è arrivato ad Orte con -3, ad attenderlo non meno di 10 persone per coach, alla faccia di che dubitava del suo, piuttosto scontatissimo, “successo”: personalmente ho raggiunto Orte con il RV 4151 che viaggiava con +6 destando un minimo di preoccupazione (arrivato a Spoleto con +3, penso si tratti dei tempi fisiologici per i rallentamenti dopo la galleria Balduini).

Subito dopo la partenza il servizio di bordo mi ha consegnato una mascherina ed un dispositivo “sanispira” che non conoscevo, e comunque non ho usato.

Alle 6:54 sono già in DD, dopo che il capotreno “rigorosamente” mi ha chiesto di spostarmi dal 14D al 13D effettivamente prenotato per rispettare il “distanziamento” con il passeggero del 14B … mah … ci sta, ma così viaggio con la schiena rivolta in direzione di marcia, però mi godo il bellissimo panorama da una prospettiva a me tuttosommato inconsueta.

Il “Welcome Snack” al completo

Alle 6:56 è passato il servizio di bordo con il consueto drink + snack, chiedendo se volevo anche un acqua minerale: così la mia colazione da passeggero è più ricca, anche fotograficamente 🙂

Sicuramente non stiamo tenendo i 250, a sensazione per qualche problema di traffico in linea (fosse stato il materiale rotabile, non sarebbe mai potuto arrivare ad orte con -5 partendo con +1) … viaggiamo infatti già con +6 alle 7 al bivio Orvieto Sud mentre rallentiamo ulteriormente in zona Orvieto Nord.

Le comode sedute dell’Area Silenzio nelle vetture Business

Per quanto possa sembrare assurdo per un railfan come me, ad oggi non avevo mai avuto modo di viaggiare con un FR1000, per cui mi sono “regalato” la Business, in “Area silenzio”: una vera prima classe, con il canonico modulo da tre posti, ben distanziati anche lateralmente; le ampie vetrate fanno rimpiangere poco le inarrivabili Z di prima in assetto “velluto blu”, sulle quali viaggiò anche San Giovanni Paolo II nel suo storico viaggio per Assisi, quando già allora era disponibile ben altro materiale rotabile.

Papa Giovanni Paolo II in un singolare scatto AP in transito alla Stazione di Terni

A città della pieve la trazione distribuita dello Zefiro V300 si fa sentire in tutta la sua potenzia, ed il materiale raggiunge con massima facilità i 250 in brevissimo tempo, mentre sul monitor di bordo passa la notizia della vittoria agli europei … ma a Chiusi Sud siamo purtroppo già con +9 e non prevedo che si possano recuperare più di due o tre minuti, anche in eventuale assenza di altre perturbazioni di traffico in linea, stiamo a vedere …

Un test rapido del wifi di bordo con il canonico “speedtest” fa segnare un ragionevolissimo 20/3 con una latenza di 46ms, ma il mio S21 misura 108/220 con 22ms di ping nonostante i 250: siamo veramente nel 2021 … a proposito, al momento non sono riuscito mai ad ottenere un fix con il suo ottimo gps.

Alle 7:23 un annuncio automatico ci ricorda la disponibilità dei quotidiani sul “portale frecce”, e così riesco a fare uno snapshot del servizio con tutti i titoli di prima che raccontano l’impresa della nazionale: raggiungere proprio a Wembley L’inghilterra in casa dopo una partenza “svantaggiosa”, e mantenere il sangue freddo ai rigori nonostante due errori … ma intando a “Seg.Conf.1AR Sud” viaggiamo sempre con +9

A bordo in maniche corte fa oggettivamente FREDDO: non a caso una viaggiatrice ha appena chiesto al Capotreno di regolare meglio la temperatura, cosa che il gentilissimo berretto verde aveva assicurato di aver appena provveduto.

Valdarno sud: ancora +9, mentre un’altro evidente rallentamento ci permette di ammirare meglio il “paesaggio”, ma anche in questo caso la ripresa di trazione è veramente impressionante: l’accelerazione è efficace e piacevolissima, e così passa l’ultimo tratto di DD fino al ponte sull’arno prima del PM rovezzano dove purtroppo arriviamo con +10 ritardo mantenuto fino a SMN.

A Firenze il regionale 18504 che attendevo era pronto molto comodamente un paio di binari più in là.

LUCCA, stazione di lucca

Brevi considerazioni finali: finalmente da Terni è possibile raggiungere con tempi ragionevoli non solo Milano, ma anche Firenze, e Lucca: eccomi infatti appena arrivato alle 9:30 al binario 5, con i canonici 5 minuti di ritardo 🙂

OrteToLucca 12 Luglio 2021
Ave Maria!
Marco Piagentini.

P.S per i RailFan che seguono la toscana da lontano: il Raddoppio della Firenze-Lucca procede … lentamente ma procede: finito il tratto fino a Pistoia, per quello fino a montecatini fervono i lavori in linea, ben visibili durante tutto il viaggio … al momento sembra che la location della “storica” stazione di Montecatini-Monsummano non venga spostata da dov’è sempre stata.

P.P.S. Una breve galleria fotografica è disponibile sull’album Google Photos https://photos.app.goo.gl/X4nV6jJf3qGnff7j9 e qui di seguito come galleria.

Lodi e Vespri

Della serie “iniziamo a prendere pratica con la liturgia delle ore” …

Molti sanno che un musulmano ha l’obbligo di pregare “cinque volte al giorno” e con una certa ritualità: all’alba, a mezzogiorno, a metà pomeriggio, al tramonto, e quando “cade la notte” … ed un cristiano?

Tralasciando le considerazioni di “alta teologia” per cui un Cristiano, sostanzialmente, prega “sempre” (anche quando dorme) … volendo stabilire un paragone con questi fratelli che con una certa serietà rispettano in genere con un certo rigore il loro “obbligo”, si potrebbe rispondere SETTE (numero, che fra le altre cose, non è stato scelto a caso): sempre all’alba (Lodi), al tramonto (Vespri), a mezzogiorno (sesta), a metà pomeriggio (Nona), prima di dormire (Compieta), ma ANCHE a metà mattinata (Terza) e … “di notte” (Ufficio delle letture).

Anche se non è scritto (ufficialmente) da nessuna parte, c’è da ritenere che l’abolizione dell’ora di Prima, abbia qualcosa a che vedere con il ri-stabilire questo numero di SETTE momenti di preghiera quotidiana, dato il significato di pienezza e di perfezione che la teologia cristiana da sempre associa a questo numero.

In principi e norme, al punto 37, possiamo comunque leggere «Le Lodi, come preghiera del mattino, e i Vespri come preghiera della sera, che secondo la venerabile tradizione di tutta la Chiesa, sono il duplice cardine dell’Ufficio quotidiano, devono essere ritenute le Ore principali e come tali celebrate».

Come iniziare quindi a pregare le Lodi ed i Vespri, da domani stesso? E’ molto semplice, e quello che sto scrivendo non è una battuta: da domani in poi, cascasse il mondo, quando ti svegli e vedi una nuova alba, ringrazia e Loda il Signore perchè ti è ancora concesso del tempo su questa terra, e alla fine del giorno, specie dopo una giornata di lavoro, ringrazia il Signore per quanto ti ha concesso in quel giorno.

Poi, con il tempo … verrà anche il momento di “unirsi spiritualmente alla Chiesa” nel fare queste preghiere …

Poi, con il tempo … per alcuni … forse verrà anche il giorno in cui le Lodi e i Vespri si pregheranno con alcuni salmi, chi più chi meno, chi secondo un calendario, chi secondo un’altro …

Ma niente e nessuno potrà impedirti, da domani e fino alla fine della tua vita, di recitare le tue “Lodi del cuore” ed i tuoi “Vespri del cuore” nello spirito che ti ho sopra suggerito … spirito del resto del tutto coerente con quella “Preghiera del cuore” che la Gospa ci chiede da quasi 40 anni …

Ave Maria!
Marco.