La grazia del Digiuno

Siamo arrivati al primo Venerdì di Avvento: nei tempi “viola” siamo generalmente incoraggiati a riprendere con più serietà le “abitudini penitenziali” .

Ricordiamoci che la Gospa ha detto che il digiuno “migliore” è quello a pane ed Acqua: non ci prenda il nostro orgoglio laddove non riusciamo ad impegnarci in quello “migliore” come scusa per saltare direttamente il tutto a piedi pari … questa si che è una doppia … tripla tentazione!

Uno degli aspetti del digiuno è quello che ci aiuta a rinforzare la volontà, a passare una giornata nel dire, almeno di un “companatico” … “questo, per oggi, NO!”

Se non siamo capaci di dire no allo zucchero nel cappuccino piuttosto che all’olio O al sale nell’insalata, come potremo dire di NO al peccato, specie quando si presenterà sotto il suo lato più dolce?

Se proprio non ce la facciamo, una delle idee può essere quella suggerita dal Vangelo di oggi: implorare in due la “grazia” di poterci riuscire, come i due ciechi che hanno implorato insieme la Grazia!

Ave Maria!
Marco.

Una Santa Messa

Stamattina mi trovavo in una località che non condivido perchè inessenziale in Romagna, e sono stato richiamato a partecipare ad una Santa Messa perchè ho sentito il suono delle campane da lontano.

Nella chiesetta ho trovato due Signore a recitare il Santo Rosario, a cui prima dell’inizio delle celebrazione se ne sono aggiunte altre otto.

Il Sacerdote, giovane vestiva i paramenti viola, e ha iniziato la celebrazione scandendo bene e con lentezza OGNI parola della liturgia.

Dopo la lettura e il salmo, ha letto il Vangelo con solennità, quindi ha lasciato dietro di se non meno di 4 minuti di SILENZIO.

Con pari solennità ha iniziato la Liturgia Eucaristica, ed al momento dell’elevazione, ha tenuto nel punto più alto che gli era possibile il Corpo di Gesù per non meno di un minuto, e parimenti ha fatto con il Sangue di Gesù.

Nel guardare le vesti sacerdotali nella posizione di massima elevazione dei sacramenti, contemplavo quasi con estasi … e mi rendevo conto che il risultato “estetico” in questa circostanza non era per niente lontano da quanto era possibile osservare con i riti preconciliari.

Al momento della comunione, dopo aver igienizzato le mani e indossato la mascherina ha comunicato tutti i presenti in ginocchio sul loro banco, e tutti hanno ricevuto la comunione in bocca.

Dopo la comunione, sono passati non meno di cinque minuti in rigoroso silenzio di contemplazione e ringraziamento.

Dopo la benedizione, il sacerdote si è inginocchiato davanti al tabernacolo, e insieme ai presenti ha recitato all’unisono insieme ai presenti una lunga preghiera da un foglietto, probabilmente voluta dal vescovo diocesano, e quindi l’invocazione a San Michele Arcangelo.

Erano ANNI che non vivevo una Santa Messa in questo modo … al racconto di cui sopra vorrei aggiungere decine, forse centinaia di considerazioni, ma nello “stile” del celebrante, le rimando ad un articolo separato … ogni mio commento rischierebbe infatti di non far passare almeno una “parte” di quanto quella celebrazione ha donato al mondo intero.

Si, perchè sono queste Sante Messe e queste assemblee che tengono in piedi il mondo.

16 Ottobre 2020
Ave Maria
Marco

Edmund

Non conoscevo particolarmente bene Don Edmund, ma almeno una volta avevo ricevuto il perdono sacramentale attraverso di lui, e questo già sarebbe sufficiente a dedicargli ore di preghiera … ma Edmund era anche un ciclista, pedalava da anni, faceva cioè ogni giorno quanto io faccio dal 2006: sabato 25 luglio era uscito per una pedalata intorno alle 18 dalla Chiesa di cui era parroco da quindici anni, ed il giorno successivo doveva partire per le vacanze in Polonia in modo già pianificato, al punto che il sacerdote che doveva sostituirlo nel periodo era già sul posto.

Chi pensasse che un sacerdote non debba “rilassarsi” in questo modo, tenga solo a titolo di esempio in mente il fatto che non c’è allenamento dal 2002 in cui il sottoscritto sia uscito in cui non ho pregato rosario o coroncina … figuratevi lui, sacerdote di Cristo, cosa potrebbe aver fatto a nostra insaputa, magari benedicendo con la sua mano ogni metro quadro del territorio che pedalava …

Conosco questi dettagli perché la notte prima mi sono concesso una notte in tenda in una montagna sopra Terni, e nello scendere mi sono fermato nella sua chiesa, dove non vado mai, “per caso” …

Al di la che le tragedie di ciclisti travolti si fanno sempre numerose, al punto che ci stiamo assuefacendo anche a questo genere di notizie, Edmund più che altro ci ricorda una cosa: non sappiamo ne il giorno ne l’ora, nessuno, neanche lui, sacerdote di Cristo, lo sapeva.

Quando succedono cose del genere a persone alle quali siamo accomunati da più cose, l’evento ci tocca più nel profondo e questo è il motivo per cui lo condivido con voi: che Don Edmund ci interceda le grazie necessarie per rinunciare al peccato nel profondo, ricordandoci che nessuno di noi conosce ne il giorno ne l’ora.

E siatene certi, neanche i “veggenti di Medjugorje” sanno se vivranno fino al giorno dei segreti, anche se potremmo presumere di si …

28 Luglio 2020
Marco

Tuo Padre ed io ti cercavamo

Ci sono casi in cui nell’accingersi a meditare un mistero, un’immagine che lo riguarda ti viene a mente prima che tu possa iniziare a considerarlo.

Ciò nonostante conviene sempre poi tornare all’enunciazione del mistero, anche solo mentale, e poi alla lettura di un passo di Vangelo corrispondente, e vi do evidenza del perché leggendo il Vangelo secondo Luca dal versetto 46 al 52, che riporto a fine articolo: potete constatare che li sta scritto “tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo

Mi ero “perso” l’angoscia … cosa non da poco per due genitori che non trovano un figlio da tre giorni … però forse perché la mia attenzione era stata attratta completamente dalla delicatissima umiltà di Maria, che anche in una circostanza del genere si mette “dopo” il marito.

Potrebbe bastare questa immagine come spunto di meditazione e contemplazione, da tenere nel cuore mentre si prega la decina, ma in questo mistero poi l’umiltà ci sorprende ancora di più in quella di Gesù, mite e umile di cuore, che dopo aver dato una risposta che può sembrarci dura e incomprensibile, poi tornò con i genitori e “stava loro sottomesso”.

Contempliamo quindi questo mistero come hanno fatto i “Dottori della Legge”, perdiamoci in questa umiltà di cuore di Gesù dalla quale Gesù ci chiede di “imparare” (Mt 11, 29), e lasciamoci affascinare da quella di Maria, che aveva prima di aver avuto bisogno di “lezioni”.

Terni 8 Maggio 2020
Ave Maria
Marco

“Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Nascere dall’alto, nascere dallo Spirito

Carissimi,
con l’inizio della seconda settimana di Pasqua, il Santo Padre è tornato a celebrare nella cappella di Casa Santa Marta, come aveva assicurato sabato scorso.

Forse non tutti potrebbero aver notato che la cappella è espressamente dedicata allo Spirito Santo, ed il pensiero del Santo Padre è stato oggi rivolto principalmente proprio allo Spirito Santo, come presumibilmente sarà fino a Pentecoste: oggi in particolare lo ha invocato, anche se nella forma “indiretta” della preghiera, per i politici, sottolineando che la politica è una forma “alta” di carità, ma chiedendo che facciano gli interessi della propria nazione e non del proprio partito.

Segue come al solito la trascrizione della sua preghiera introduttiva, il riferimento alle letture, la trascrizione dell’omelia del Santo Padre ed il testo per la comunione Spirituale

20 Aprile 2020
Ave Maria!
Marco.

Particolare del cero Pasquale della cappella di Casa Santa Marta

Preghiamo oggi per gli uomini e le donne che hanno vocazione politica – la politica è una forma alta di carità – per i partiti politici dei diversi paesi, perché in questo momento di pandemia cerchino insieme il bene del paese, e non il bene del proprio partito.

Antifona d’Ingresso

Cristo risorto più non muore,
la morte non ha più potere su di lui. Alleluia.

Colletta

Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre, fà crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell’eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore…

LettureAt 4, 23-31; Sal.2; Gv 3, 1-8.

Quest’uomo, Nicodemo, è un capo dei Giudei, un uomo autorevole, e sentì la necessità di andare da Gesù.

Andò di notte, perché doveva fare un po’ di equilibrio, perché coloro che andavano a parlare con Gesù non erano guardati bene.

Era un fariseo, giusto, perché non tutti i Farisei sono cattivi, no, no! C’erano farisei giusti anche … questo è un fariseo giusto, sentiva inquietudine, perché (era) un uomo che aveva letto i Profeti, e sapeva che questo che questo che Gesù faceva era stato annunciato dai Profeti: sentì inquietudine e andò a parlare con Gesù.

«Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro»: fa una confessione, fino a un certo punto.

«nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui» e si ferma, si ferma davanti al dunque: come se io dico adesso “dunque …”

E Gesù rispose … rispose misteriosamente, come lui , e Nicodemo non se l’aspettava: risposte con quella figura della nascita «se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio» e lui, Nicodemo, sente confusione, non capisce e prende “ad litteram” quella risposta di Gesù, no? Ma come come mai si può nascere se uno è adulto, una persona grande …

Nascere dall’alto, Nascere dallo Spirito, è il salto che la confessione di Nicodemo deve fare, e lui non sa come farla, perché lo Spirito è imprevedibile.

La definizione dello Spirito che Gesù da qui è interessante: «Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito», cioè libero!

La persona che si lascia portare da una parte dall’altra dallo Spirito Santo: Questa è la libertà dello spirito, e chi fa questo è una persona docile, qui si parla della docilità allo Spirito!

Essere cristiano non è soltanto compiere i Comandamenti: si devono fare, questo è vero; ma se tu ti fermi lì, non sei un buon cristiano.

Essere un buon cristiano è lasciare che lo Spirito entri dentro di te e ti porti, ti porti dove lui vuole.

Nella nostra vita cristiana tante volte ci fermiamo come Nicodemo, davanti al “dunque”: non sappiamo dare il passo, non sappiamo come farlo o non abbiamo la fiducia in Dio per fare questo passo e lasciare entrare lo Spirito.

Nascere di nuovo è lasciare che lo Spirito entri in noi e che sia lo Spirito a guidarmi e non io, e qui, libero, con questa libertà dello Spirito che tu non saprai mai dove finirai.

Gli apostoli, che erano nel Cenacolo, quando venne lo Spirito uscirono a predicare con quel coraggio, quella franchezza … non sapevano che sarebbe successo questo; e lo hanno fatto, perché lo Spirito li guidava.

Il cristiano non deve fermarsi mai soltanto al compimento dei Comandamenti: si deve fare, ma andare oltre, verso questa nascita nuova che è la nascita nello Spirito, che ti dà la libertà dello Spirito.

È quello che è accaduto a questa comunità cristiana nella prima Lettura, dopo che Giovanni e Pietro sono tornati da quell’interrogatorio che hanno avuto con i sacerdoti: questi andarono dai loro fratelli, in questa comunità, e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani.

E la comunità, quando udì questo, tutti insieme, si spaventarono un po’, ma cosa hanno fatto? Pregare, non si sono fermati a misure prudenziali, “no, adesso facciamo questo, andiamo un po’ più tranquilli …”: no, pregare, che sia lo Spirito a dirgli loro cosa dovevano fare.

Innalzarono la loro voce a Dio dicendo: “Signore …”, e pregano; questa bella preghiera di un momento buio, di un momento in cui devono prendere delle decisioni e non sanno cosa fare.

Vogliono nascere dallo Spirito, aprono il cuore allo Spirito: che sia Lui a dirlo … E chiedono: “Signore, Erode, Ponzio Pilato con le nazioni e i popoli di Israele si sono alleati contro il tuo Santo Spirito, Gesù …” raccontano la storia e dicono – “Signore, fa’ qualcosa!”.

«E ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce» – quelle del gruppo dei sacerdoti – «e concedi ai tuoi servi di proclamare con tutta franchezza la tua Parola» – chiedono la franchezza, il coraggio, il non avere paura – «stendendo la tua mano affinché si compiano guarigioni, segni e prodigi nel nome di Gesù». «E quando ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò, e tutti furono colmati di Spirito Santo e predicavano la Parola di Dio con franchezza».

È successa una seconda Pentecoste, qui.

Davanti alle difficoltà, davanti a una porta chiusa, che loro non sapevano come andare avanti, vanno dal Signore, aprono il cuore e viene lo Spirito e dà loro quello di cui hanno bisogno e vanno fuori a predicare, con coraggio, e avanti: questo è nascere dallo Spirito, questo è non fermarsi al “dunque”, al “dunque” delle cose che ho sempre fatto, al “dunque” del dopo i Comandamenti, al “dunque” dopo le abitudini religiose: no!

Questo è nascere di nuovo.

E come si prepara uno a nascere di nuovo? Con la preghiera: la preghiera è quella che ci apre la porta allo Spirito e ci dà questa libertà, questa franchezza, questo coraggio dello Spirito Santo, che mai saprai dove ti porterà, ma è lo Spirito.

Che il Signore ci aiuti ad essere sempre aperti allo Spirito, perché sarà Lui a portarci avanti nella nostra vita di servizio al Signore.

Le persone che non possono comunicarsi adesso fanno la comunione spirituale:

Ai tuoi piedi, o mio Gesù,
mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito
che si abissa nel suo nulla e nella tua santa presenza.

Ti adoro nel sacramento del Tuo amore, l’Eucaristia.

Desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore;
in attesa della felicità della comunione sacramentale
voglio possederti in spirito.

Vieni a me, o mio Gesù, che io vengo da Te.
Possa il tuo amore infiammare tutto il mio essere
per la vita e per la morte.
Credo in Te, spero in Te, ti amo.

Regína caeli laetáre, allelúia.
Quia quem merúisti portáre, allelúia.
Resurréxit, sicut dixit, allelúia.
Ora pro nobis Deum, allelúia.

Peccatori si … corrotti mai!

Carissimi,
dopo un mese e mezzo che ho deciso di “ancorare” la mia vita alla celebrazione quotidiana della Messa del Santo Padre, sono ancora spesso serenamente stupito dalla sua semplicità, dal suo cercare gli occhiali, dal “fare da solo con lo zucchetto”, e, come è avvenuto questa mattina, di fare anche gli annunci “da Parroco”: al termine della benedizione eucaristica ha infatti avvertito tutta la sua “parrocchia”, che in questo caso coincide con il mondo intero, che “domani la Santa Messa sarà celebrata nella “parrocchia” di Santo Spirito in Sassia alle 11, e Lunedì riprenderemo qui alle 7“, come se si preoccupasse di cuore che i fedeli potessero essere disorientati dal cambio di orario, come un qualsiasi parroco.

Seguono quindi la trascrizione della sua preghiera introduttiva, il riferimento alle letture del giorno, la trascrizione dell’omelia che segue il video dell’intera celebrazione “puntato” al suo inizio, la preghiera per la comunione spirituale

18 Aprile 2020
Ave Maria!
Marco.

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Ieri ho ricevuto una lettera di una suora che lavora come traduttrice nella lingua dei segnali per i sordomuti, e mi raccontava il lavoro tanto difficile che hanno gli operatori sanitari, gli infermieri, i medici, con i malati disabili che hanno preso il covid: preghiamo per loro, che sono sempre al servizio di queste persone con diverse abilità, ma non hanno le abilità che abbiamo noi.

Ottava di Pasqua

Antifona d’Ingresso

Il Signore ha liberato il suo popolo,
e gli ha dato esultanza,
ha colmato di gioia i suoi eletti. Alleluia.

Colletta

O Padre, che nella tua immensa bontà estendi a tutti i popoli il dono della fede, guarda i tuoi figli di elezione, perché coloro che sono rinati nel Battesimo ricevano la veste candida della vita immortale. Per il nostro Signore…

LettureAt 4, 13-21; Sal.117; Mc 16, 9-15.

I capi, gli anziani, gli scribi, vedendo questi uomini e la franchezza con la quale parlavano, e sapendo che era gente senza istruzione, e forse non sapevano scrivere, rimanevano stupiti!

Non capivano “Ma una cosa che non possiamo capire è come questa gente è così coraggiosa”, ha questa franchezza: questa parola è una parola molto importante che diviene lo “Stilo” proprio dei predicatori Cristiani, anche nel libro Degli Atti degli Apostoli; franchezza, coraggio, vuol dire tutto quello, dire chiaramente viene dalla radice greca di dire tutto, e anche noi usiamo tante volte questa parola, proprio la parola greca per indicare questo: parresia, franchezza, coraggio, e vedevano questa franchezza, questo coraggio, questa parresia in loro, e non capivano.

Franchezza: il coraggio e la franchezza con la quale i primi Apostoli predicavano.

Per esempio, il libro degli Atti è pieno di questo: dice che Paolo e Barnaba cercavano di di spiegare agli ebrei con franchezza il mistero di Gesù, e predicavano il Vangelo con franchezza, ma c’è un versetto che a me piace tanto nella Lettera agli Ebrei, quando l’autore della Lettera agli Ebrei se ne accorge che … c’è qualcosa nella comunità che sta andando giù, che si perde quel quella cosa che … c’è un certo “tepore”, che questi cristiani stanno diventando tiepidi, e dice questo – non ricordo bene la citazione, credo sia nel capitolo 13 , non ricordo bene – e dice questo: “richiamati ai primi giorni, avete sostenuto una lotta grande e dura, non gettate via adesso la vostra franchezza”: riprendere, riprendere la franchezza, il coraggio cristiano di andare avanti.

Non si può essere cristiano senza che venga questa franchezza: se non viene, non sei un buon cristiano; se non hai il coraggio, se per spiegare la tua posizione tu scivoli sulle ideologie o sulle spiegazioni casistiche, ma ti manca quella franchezza, ti manca quello stile Cristiano, la libertà di parlare, di dire tutto: il coraggio.

E poi vediamo che .. i capi gli anziani e gli scribi sono vittime, sono vittime di questa franchezza, perché li mette all’angolo, non sanno cosa fare … «rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù.»

«Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare»: invece di accettare la verità, come si vedeva, avevano il cuore tanto chiuso che hanno cercato la via della diplomazia, la via del del compromesso.

“Mah … spaventiamoli un po, diciamogli che saranno puniti, vediamo se così tacciono”, no? Davvero, sono messi all’angolo proprio dalla franchezza, non sapevano come uscire, ma non gli veniva in mente di dire “non sarà vero questo?”

Il cuore già era chiuso, era duro il cuore era corrotto: questo è uno dei drammi, la forza dello Spirito Santo che si manifesta in questa franchezza della predicazione, in questa pazzia della predicazione, non può entrare nei cuori corrotti!

Per questo stiamo attenti eh: peccatori si … corrotti mai ... arrivare a questa corruzione che ha tanti modi … tanti modi di manifestarsi.

Ma erano all’angolo e non sapevano cosa dire, e alla fine hanno trovato un compromesso: “ma, minacciamoli un po’, spaventiamoli un po’”, e li invitano … «Li richiamarono e ordinarono loro», li invitano di non parlare in alcun momento «né di insegnare nel nome di Gesù.»

Ma … facciamo la pace! Voi andate in pace, ma non … parlare in nome di Gesù, non insegnare.

Pietro lo conoscevamo: non era un coraggioso nato, è stato un codardo, ha rinnegato Gesù; ma cosa è successo adesso? Rispondono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato».

Ma questo coraggio da dove viene? … di questo codardo che ha rinnegato il Signore, cosa è successo nel cuore di questo uomo?

Il dono dello Spirito Santo: la franchezza, il coraggio, la parresia è un dono, una grazia che dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste: proprio dopo ricevere lo Spirito Santo sono andati a predicare, è un po’ coraggiosi è una cosa nuova per loro.

Questo è coerenza: il segnale del cristiano, del vero Cristiano: è coraggioso, e … dice tutta la verità, perché è coerente!

E a questa coerenza chiama il Signore, nell’invio, dopo … in questa sintesi che fa Marco nel Vangelo «Risorto al mattino» … e … fa una sintesi della Resurrezione, «li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto»:

Ma, con la forza dello Spirito Santo, e il Saluto di Gesù “ricevete lo Spirito Santo”, e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

Andate con coraggio, andate con franchezza: non avete paura!

Riprendo il versetto degli ebrei … della Lettera agli Ebrei: “non gettate via la vostra franchezza, non gettate via questo dono dello Spirito Santo”, la missione nasce proprio da qui: da questo dono che ci fa coraggiosi, franchi … nell’annuncio della parola.

Il Signore ci aiuti sempre a essere così, coraggiosi: questo non vuol dire imprudenti, no, no: coraggiosi!

Il coraggio Cristiano è sempre prudente, ma è coraggio! 

Le persone che non possono fare la comunione fanno adesso la comunione Spirituale:

Ai Tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro
e Ti offro il pentimento del mio cuore contrito
che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza.

Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore, l’ineffabile Eucaristia.

Desidero riceverTi nella povera dimora che Ti offre il mio cuore.

In attesa della felicità della comunione sacramentale,
voglio possederTi in spirito.

Vieni a me, Gesù, che io vengo da Te.
Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere

per la vita e per la morte.
Credo in Te, spero in Te, Ti amo.

Così sia.

Nella Chiesa, con i sacramenti, con il Santo Popolo Fedele di Dio

Carissimi,
oggi il Santo Padre ha rivolo un pensiero alla Chiesa di questi tempi, mettendo bene in luce il rischio che si corre di rendere questa situazione di “comunione spirituale” quale normale, riconoscendo di aver avuto un ammonimento in tal senso da un Vescovo, e sottolineando quella che è la vera immagine della Chiesa: con i sacramenti, con il Santo Popolo di Dio.

Come al solito segue la mia trascrizione della monizione introduttiva, che di solito più che altro è un’orazione per una ben determinata categoria di persone fatta prima dell’inizio della liturgia, il riferimento alle letture del giorno, la trascrizione dell’omelia del Santo Padre, il testo della preghiera per la comunione spirituale.

17 Aprile 2020
Ave Maria!
Marco.

Il Santo Padre, all’inizio della celebrazione, rivolge quasi sempre una preghiera ad una ben determinata categoria di persone.

Io vorrei che oggi pregassimo per le donne che sono in attesa, le donne incinte che diventeranno mamme e sono inquiete, si preoccupano.

Un domanda: in quale mondo vivrà mio figlio?

Preghiamo per loro, perché il Signore gli dia coraggio di portare avanti questi figli, con la fiducia che sarà certamente un mondo diverso, ma sempre sarà un mondo che il Signore amerà tanto.

Antifona d’Ingresso

Il Signore, ha liberato il suo popolo
e gli ha dato speranza;
i suoi nemici li ha sommersi nel mare.
Alleluia.

Colletta

Dio onnipotente ed eterno, che nella Pasqua del tuo Figlio hai offerto agli uomini il patto della riconciliazione e della pace, donaci di testimoniare nella vita il mistero che celebriamo nella fede. Per il nostro Signore…

LettureAt 4, 1-12; Sal.117; Gv 21 1-14.

I discepoli erano pescatori: Gesù li aveva chiamati proprio nel lavoro.

Andrea e Pietro erano … lavorando con le reti: lasciarono le reti e seguirono Gesù; Giovanni e Giacomo lo stesso, lasciarono il padre, i ragazzi che lavoravano con loro, e seguirono Gesù: la chiamata è stata proprio nel loro mestiere, di pescatori.

In questo passo del Vangelo di oggi, questo miracolo della pesca miracolosa, ci fa pensare all’altra pesca miracolosa, quella che racconta Luca, nel capitolo IV credo: anche lì è successo lo stesso, hanno avuto una pesca quando loro pensavano di non averne, dopo la predica Gesù ha adesso “ma prendete il largo”;” ma … abbiamo lavorato tutta, tutta la notte, e non abbiamo preso nulla …”

«Andate»!

“Fidato nella tua parola”, disse Pietro, “getterò le reti”, e li era tanta la quantità – dice il Vangelo – che … furono presi da stupore, di quel miracolo.

Oggi in quest’altra pesca non si parla di stupore, si vede una certa naturalità, si vede che c’è stato un progresso, un cammino, andato nella conoscenza del Signore, nella intimità col Signore …

Io dirò la parola giusta: nella familiarità con il Signore.

Quando Giovanni vide questo, disse a Pietro «è il Signore», e Pietro si strinse le vesti e si gettò in acqua per andare dal Signore; la prima volta si è inginocchiato davanti e «allontanati da me Signore, che sono un peccatore», questa volta non dice nulla, era più naturale: nessuno domandava “chi sei?”, sapevano che era il Signore, era naturale l’incontro con il Signore, la familiarità degli Apostoli con il Signore era cresciuta.

Anche noi cristiani, nel nostro cammino di vita, siamo in questo stato di camminare, di progredire nella familiarità col Signore, il Signore – potrei dire – un po’ alla mano, ma alla mano perché è con noi, cammina con noi, conosciamo che è Lui, nessuno gli domando, qui, “chi sei?”, sapevano che era il Signore: una familiarità quotidiana con il Signore è quella del cristiano, e sicuramente hanno fatto la colazione insieme, col pesce, il pane, sicuramente hanno parlato di tante cose, con naturalità.

Questa familiarità col Signore, dei Cristiani, è sempre comunitaria: sì, è intima, è personale, ma in comunità, una familiarità senza comunità, una familiarità senza il pane, una familiarità senza la Chiesa, senza il popolo, senza i sacramenti, è pericolosa, puoi diventare una familiarità – diciamo – gnostica, una familiarità per me soltanto, staccata dal popolo di Dio.

La familiarità degli Apostoli con il Signore sempre era comunitaria, sempre era a tavola, segno della comunità, sempre là col Sacramento, col pane.

Dico questo perché qualcuno mi ha fatto riflettere sul pericolo che questo momento che stiamo vivendo, questa pandemia, che ha fatto che tutti ci comunicassimo anche religiosamente, per i mezzi di comunicazione, anche questa Messa siamo tutti comunicati, ma non insieme, spiritualmente insieme: il popolo è piccolo.

C’è un grande popolo, stiamo insieme, ma non insieme.

Anche il Sacramento … voi riceverete l’Eucarestia, ma la gente che è collegata con noi, soltanto la comunione spirituale, e questa non è la Chiesa: questa è una chiesa di … di una situazione difficile, che il Signore la permette, ma l’ideale della Chiesa sempre è col popolo e con i sacramenti, sempre.

Prima della Pasqua, quando è uscita la notizia che io avrei celebrato la Pasqua in San Pietro vuoto, mi scrisse un vescovo, un bravo vescovo, bravo … eh, mi ha rimproverato: “ma come mai? Così grande San Pietro, perché non metti 30 persone, almeno perché si veda gente … non sarà pericolo?”.

E Io pensai … “ma … questo che ha nella testa per dirmi questo, no, io non capì nel momento, ma (sic)come è un bravo vescovo, molto vicino al popolo … ma qualcosa ci …. qualcosa vorrà dirmi: quando lo troverò, gli domanderò.”

Poi ho capito: lui mi diceva “stia attento di non viralizzare la Chiesa, di non viralizzare i Sacramenti, di non di viralizzare il Popolo di Dio.

La Chiesa, i Sacramenti, il Popolo di Dio sono concreti: è vero che in questo momento dobbiamo fare questa familiarità con il Signore in questo modo, ma per uscire dal tunnel non, per rimanerci: e questa è la familiarità degli Apostoli, non gnostica, non viralizzata, non egoistica per ognuno di loro, sino alla familiarità concreta, nel popolo, la familiarità col Signore nella vita quotidiana, la familiarità col Signore nei Sacramenti, in mezzo al popolo di Dio: loro hanno fatto un cammino di maturità nella familiarità col Signore.

Impariamo noi a farlo pure: dal primo momento questi hanno capito che quella familiarità era diversa da quello che immaginavano, e sono arrivati a questo; sapevano che era il Signore, e condividevano tutto: la comunità, i Sacramenti, il Signore, la Pace, la festa.

Che il Signore ci insegni questa intimità con Lui, questa familiarità con Lui, ma nella Chiesa, con i Sacramenti, con il Santo Popolo Fedele di Dio.

Le persone che non possono comunicarsi, fanno adesso la comunione Spirituale.

Ai Tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro
e Ti offro il pentimento del mio cuore contrito
che si abissa nel suo nulla e nella Tua Santa Presenza.

Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore, l’ineffabile Eucaristia.

Desidero riceverTi nella povera dimora che Ti offre il mio cuore,
e in attesa della felicità della comunione sacramentale,
voglio possederTi in spirito.

Vieni a me, o Gesù, che io vengo da Te.
Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere

per la vita e per la morte.
Credo in Te, spero in Te, Ti amo.

La fedeltà di Dio è Festa

Carissimi,
oggi il Santo Padre rivolge il suo pensiero in particolare agli anziani, ricordandoci che sono le nostre radici e che ci hanno tramandato non solo la fede: fa riferimento in particolare a quel “senso di appartenenza ad una patria” che stiamo inesorabilmente perdendo; nell’omelia prosegue la sua riflessione sulla fedeltà di Dio e sulla fedeltà dell’uomo come risposta a questa fedeltà.

Seguono come al solito la trascrizione della sua monizione introduttiva, il riferimento alle letture, la trascrizione dell’omelia ed il testo della preghiera per la comunione spirituale.

Non sempre la trascrizione che ne fa il Vaticano arriva di mattina presto, ed in alcuni casi, come oggi ad esempio, questo documento vi raggiunge prima: penso di continuare così fino a Pentecoste, ma non penso di proseguire oltre, a meno che non si presenti qualche volontario …

Terni 15 Aprile 2020
Ave Maria!
Marco.

Preghiamo oggi per gli anziani, specialmente per coloro che sono isolati, o nelle case di riposo: loro hanno paura, paura di morire da soli, sentono questa pandemia come una cosa aggressiva per loro; loro sono le nostre radici, la nostra storia; loro ci hanno dato la Fede e la tradizione, il senso di appartenenza a una patria.

Preghiamo per loro, perché il Signore gli sia vicino in questo momento.

Ottava di Pasqua

Antifona d’Ingresso

Venite, benedetti del Padre mio,
prendete possesso del regno
preparato per voi fin dall’origine del mondo.
Alleluia.

Colletta

O Dio, che nella liturgia pasquale ci dai la gioia di rivivere ogni anno la risurrezione del Signore, fa’ che l’esultanza di questi giorni raggiunga la sua pienezza nella Pasqua del cielo. Per il nostro Signore…

LettureAt 3, 1-10; Sal.104; Lc 24, 13-35.

Ieri abbiamo riflettuto su Maria di Magdala come icona della fedeltà, fedeltà a Dio.

Ma com è questa fedeltà Dio? A quale Dio?

Proprio al Dio Fedele: la nostra fedeltà non è un’altra cosa che una risposta alla fedeltà di Dio, Dio che è fedele alla sua parola, che è fedele alla sua promessa, che cammina col suo popolo, portando avanti la promessa vicino al suo popolo, fedele alla promessa.

Dio, che continuamente si fa sentire come Salvatore del Popolo, perché fedele alla promessa; Dio che è capace di rifare le cose, di ri-creare, che … come ha fatto con questo storpio dalla nascita, a cui ha ri-creato i piedi, lo ha fatto guarire: il Dio che guarisce, il Dio che sempre porta una consolazione al suo popolo.

Il Dio che ri-crea, una ri-creazione nuova: questa è la sua fedeltà con noi, una ri-creazione che è più meravigliosa che la creazione, un Dio che va avanti, e che non si stanca di lavorare, diciamo lavorare … “ad instar laborantis” come dicono i teologi, per portare avanti il popolo e … non ha paura di “stancarsi” – diciamo così – come quel pastore che … quando rientra a casa se ne accorge che … gli manca una pecora, e va, torna, (a) cercare la pecora che si è perduta lì, il pastore che fa gli straordinari, ma per amore, per fedeltà; e il nostro è un Dio che fa degli straordinari, ma non a pagamento: gratuitamente, è la fedeltà della gratuità, dell’abbondanza; è la fedeltà di quel padre che è capace di salire tante volte sul terrazzo per vedere se torna il figlio: non si stanca di salire, l’aspetta per fare festa.

La fedeltà di Dio è festa, è gioia, è una gioia tale che ci fa fare come ha fatto questo storpio: entrò al tempio camminando, saltando e lodando Dio.

La fedeltà di Dio, è festa, è festa gratuita, è festa per tutti.

La fedeltà di Dio è una fedeltà paziente: ha pazienza del suo popolo, li ascolta, li guida, gli spiega lentamente e gli riscalda il cuore, come ha fatto con questi due discepoli che andavano lontano da Gerusalemme, scalda il cuore perché tornassero, a casa.

La fedeltà di Dio è … quello che – non sappiamo cosa è successo in quel dialogo – ma il Dio generoso, che ha cercato Pietro, che lo aveva rinnegato, che aveva rinnegato.

soltanto sappiamo che il Signore è risorto ed è apparso a Simone: cosa è successo in quel dialogo non lo sappiamo, ma sì, sappiamo che era la fedeltà di Dio a cercare Pietro.

La fedeltà di Dio sempre ci precede, e la nostra fedeltà sempre è risposta a quella fedeltà che ci precede: è il Dio che ci precede sempre; è il fiore del mandorlo in primavera: fiorisce per primo.

Essere fedeli e … lodare questa fedeltà: è una risposta a questa fedeltà.

Per Cristo, con Cristo e in Cristo
a Te, Dio Padre Onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo,
ogni onore e gloria, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Le persone che non possono fare la comunione, faranno adesso la comunione spirituale:

Gesù mio,
credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare.
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia.

Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.

Come già venuto, io Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te.
Non permettere che mi abbia mai a separare da Te.

Convertitevi, tornate alla fedeltà

Carissimi,
nel martedì dell’ottava di Pasqua, il Santo Padre proclama un omelia completamente incentrata sul tema della fedeltà, sottolineando il fatto che il convertirsi, il cambiare vita, implica il ritorno alla fedeltà al Signore e vi coincide.

Seguono come al solito la trascrizione della monizione introduttiva, il riferimento alle letture del giorno, la trascrizione dell’omelia del Santo Padre ed il testo della preghiera per la comunione spirituale.

Aggiungo però oggi delle mie considerazioni personali, rivolte in particolare a tutti i fedeli della Regina della Pace: ho iniziato a fare questo “ministero” il 9 Marzo, ormai da più di un mese, principalmente a titolo personale e per cercare di mantenermi fedele alla mia regola … frequentando la Santa Messa quotidianamente ormai dal 2002, per me si tratta di un alimento insostituibile.

Devo però testimoniarvi che in questo modo ho “riscoperto” la figura del Santo Padre, e di quanto sia veramente il mio Papa … cosa che la quantità inverosimile di critiche che riceve, e da me indirettamente percepite attraverso la stampa, si era decisamente affievolita.

E ancora di più: sono sempre più convinto che chi vive Medjugorje pensando che li c’è il massimo dei massimi, le migliori omelie del mondo, le migliori adorazioni del mondo, è caduto in una grandissima tentazione.

Si, Medjugorje è ancora un luogo unico al mondo e probabilmente vi rimarrà ancora per un po’, se non per sempre, ma da Medjugorje la Gospa ci ha sempre invitato a tornare alla Chiesa, e chi in questi giorni preferisce SEMPRE la “Messa di Medjugorje” alla “Messa del Santo Padre”, si perde tesori incalcolabili, perché vi assicuro che in questi giorni il Santo Padre è più ispirato del solito, specie in tutte quelle occasioni che non è vincolato dalla lettura di un messaggio su carta, prassi praticamente indispensabile in tutti i casi in cui il suo messaggio deve essere tradotto nelle principali lingue del mondo.

14 Aprile 2020
Ave Maria!
Marco.

Preghiamo perché il Signore ci dia la “Grazia dell’unità fra noi”: che la difficoltà di questo tempo ci faccia scoprire la comunione fra noi, l’unità, che sempre è superiore a ogni divisione. 

Ottava di Pasqua

Antifona d’Ingresso

Il Signore li ha dissetati
con l’acqua della sapienza;
li fortificherà e li proteggerà sempre,
darà loro una gloria eterna.
Alleuia.

Colletta

O Dio, che nei sacramenti pasquali hai dato al tuo popolo la salvezza, effondi su di noi l’abbondanza dei tuoi doni, perché raggiungiamo il bene della perfetta libertà e abbiamo in cielo quella gioia che ora pregustiamo sulla terra. Per il nostro Signore…

LettureAt 2, 36-41; Sal.32; Gv 20, 11-18.

La predicazione di Pietro, il giorno di Pentecoste, fa trafiggere il cuore della gente: quello «che voi avete crocifisso» è risorto!All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare?».

E Pietro è chiaro: «Convertitevi!»
Convertitevi: cambiare vita.

Voi che avete ricevuto la promessa di Dio, e voi che vi siete allontanati dalla legge di Dio, tra tante cose vostri, tra idoli … tante cose … convertitevi, tornate alla fedeltà!

Convertirsi è questo: tornare ad essere fedeli.

La fedeltà: quell’atteggiamento umano che non è tanto comune nella vita della gente, nella nostra vita: sempre ci sono delle attenzioni che attirano l’attenzione e … tante volte noi vogliamo andare dietro queste “illusioni”

La fedeltà, nei tempi buoni e nei tempi brutti.

C’è un passo del secondo libro delle cronache che a me colpisce tanto: è nel capitolo dodicesimo, all’inizio (2Cr 12,1): quando il regno fu consolidato, dice, quando il regno fu consolidato il re Roboamo si sentì sicuro e si allontanò dalla legge del Signore, e tutto Israele lo seguì; così dice la Bibbia, è un fatto storico, ma è un fatto universale: tante volte quando noi ci sentiamo sicuri cominciamo a fare i nostri progetti e ci allontaniamo lentamente dal Signore, non rimaniamo nella fedeltà; e la sicurezza mia non è quella che mi dà il Signore, è un idolo: è questo che è accaduto a Roboamo e al popolo di Israele, si sentì sicuro, il regno consolidato … e … si allontano dalla legge, incominciò a dare culto agli idoli.

Sì possiamo dire “no, padre, io no non mi inginocchio davanti agli idoli”; no, forse non ti inginocchi, ma che tu li cerchi, e tante volte nel tuo cuore adori gli idoli è vero, tante volte!

La propria sicurezza apre la porta agli idoli.

Ma è cattiva la propria sicurezza? no, è una Grazia: essere sicuro … ma essere sicuro anche che il Signore è con me; ma quando c’è la sicurezza e io al centro, e mi allontano dal Signore come il re Roboamo, divengo infedele!

E’ tanto difficile conservare la fedeltà: tutta la storia di Israele, e poi tutta la storia della Chiesa è piena di infedeltà, piena; piena di egoismi, di proprie sicurezze, che fanno che il popolo di Dio si allontani dal Signore, perda quella fedeltà, la Grazia della fedeltà.

E anche fra noi, fra le persone, la fedeltà non è una virtù a buon mercato, certamente: uno non è fedele all’altro, all’altro: convertitevi, tornate alla fedeltà al Signore

… e nel Vangelo, l’icona della fedeltà, quella donna fedele, che non aveva dimenticato mai tutto quello che il Signore aveva fatto per lei: era lì, fedele, davanti all’impossibile, davanti alla tragedia, una fedeltà che la fa anche pensare che è capace di portare il corpo, tutto, un’altra volta; una donna debole, ma fedele; l’icona della fedeltà di questa Maria di Magdala, apostola degli Apostoli.

Chiediamo oggi al Signore la Grazia della fedeltà, per ringraziare quando lui ci dà sicurezze, ma mai pensare che sono le mie sicurezze: è sempre guardare oltre le proprie sicurezze; la grazia di essere fedeli, anche davanti ai Sepolcri, davanti al crollo di tante illusioni.

La fedeltà, che rimane sempre, ma non è facile mantenerla: che sia Lui, il Signore a custodirla.

Santifica questi doni …
Questo è il mio corpo, offerto in sacrificio per voi
Questo è il calice del mio Sangue, per la nuova ed eterna allenza
Padre Nostro, che sei nei cieli …

Le persone che non possono comunicarsi adesso fanno la comunione spirituale:

Ai Tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro
e Ti offro il pentimento del mio cuore contrito
che si abissa nel suo nulla e nella Tua santa presenza.

Ti adoro nel Sacramento del Tuo amore, l’ineffabile Eucaristia.

Desidero riceverTi nella povera dimora che Ti offre il mio cuore.

In attesa della felicità della comunione sacramentale,
voglio possederTi in spirito.

Vieni a me, Gesù, che io vengo da Te.
Possa il Tuo amore infiammare tutto il mio essere

per la vita e per la morte.
Credo in Te, spero in Te, Ti amo.

Così sia.

Rendiamo Grazie a Dio, Alleluia! Alleluia!

Regina Coeli, Laetare, Alleluia …

Il Signore Dio e il signore denaro

Carissimi,
con il Lunedì dell’angelo le celebrazioni del Santo Padre sono tornate nel loro luogo consueto della cappella di Casa Santa Marta, da dove oggi il Papa ha iniziato a pronunciare parole e pensieri rivolti al “dopo”, e quindi a comunicare una certa speranza, come se fosse certo che la giornata di Pasqua abbia segnato veramente una svolta anche nella contingenza che stiamo vivendo.

Seguono come ormai consueto la trascrizione della monizione introduttiva, il riferimento alle letture, la trascrizione dell’omelia ed il testo per la comunione spirituale.

Terni 13 Aprile 2020
Ave Maria!
Marco.

Il Santo Padre proclama la sua monizione introduttiva

Preghiamo oggi per i governanti, gli scienziati, i politici che hanno incominciato a studiare la via d’uscita, il dopo-pandemia, questo “dopo” che è già incominciato: perché trovino la strada giusta, sempre in favore della gente, sempre in favore dei popoli.

Lunedì dell’Angelo

Antifona d’Ingresso

Il Signore vi ha introdotto in una terra
dove scorre latte e miele;
la legge del Signore
sia sempre sulla vostra bocca.
Alleluia.

LettureAt 2, 14. 22-32; Sal.15; Mt 28, 8-15.

Il Vangelo di oggi ci presenta un’opzione, un’opzione di tutti i giorni, un’opzione umana, ma … che … regge da quel giorno: l’opzione fra la gioia, la speranza della resurrezione di Gesù, e la nostalgia del sepolcro.

Le donne vanno avanti a portare l’annuncio: sempre Dio incomincia con le donne, sempre.

Aprono strade; non dubitano: sanno; lo hanno visto, lo hanno toccato; hanno anche visto il sepolcro vuoto.

È vero che i discepoli non potevano crederlo e hanno detto: “Ma queste donne forse sono un po’ troppo fantasiose” … non so, e avevano i loro dubbi.; ma loro erano sicure, e loro alla fine hanno portato avanti questa strada fino al giorno d’oggi: Gesù è risorto, è vivo tra noi.

E poi c’è l’altro: è meglio non vivere, con il sepolcro vuoto, tanti problemi ci porterà, questo sepolcro vuoto.

E la decisione di nascondere il fatto; è come sempre: quando non serviamo Dio, il Signore, serviamo l’altro dio, il denaro.

Ricordiamo quello che Gesù ha detto: “sono due signori”, il Signore Dio e il signore denaro.

Non si può servire ambedue. E per uscire da questa evidenza, da questa realtà, i sacerdoti, i dottori della Legge hanno scelto l’altra strada, quella che offriva loro il dio denaro e hanno pagato, hanno pagato il silenzio, il silenzio dei testimoni.

Una delle guardie … una delle guardie aveva confessato, appena morto Gesù: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!” ; questi “poveretti” non capiscono, hanno paura perché ne va della vita li, no? … e sono andati dai sacerdoti, dai dottori della legge: e loro hanno pagato, hanno pagato il silenzio, e questo, cari fratelli e sorelle, non è una tangente, questa è corruzione pura, corruzione allo stato puro.

Se tu non confessi “Gesù Cristo il Signore”, pensa perché, dove c’è il sigillo del tuo sepolcro, dove c’è la corruzione: è vero che tanta gente non confessa Gesù perché non lo conosce, perché noi non lo abbiamo annunciato con coerenza, e questo è colpa nostra; ma quando davanti alle evidenze si prende questa strada, è la strada del diavolo, è la strada della corruzione: si paga, e stai zitto.

Anche oggi, davanti alla prossima – speriamo che sia presto – prossima fine di questa pandemia, c’è la stessa opzione: o la nostra scommessa sarà per la vita, per la resurrezione dei popoli o sarà per il “dio denaro”; tornare al sepolcro della fame, della schiavitù, delle guerre, delle fabbriche delle armi, dei bambini senza educazione … lì c’è il sepolcro.

Il Signore, sia nella nostra vita personale, sia nella nostra vita sociale, (e) sempre ci aiuti a scegliere l’annuncio: l’annuncio che è orizzonte, è aperto, sempre; ci porti a scegliere il bene della gente … e mai (a) cadere nel sepolcro del “dio denaro”.

il Santo Padre si comunica al Corpo e al Sangue

Le persone che non hanno adesso la possibilità di comunicarsi, fanno la comunione spirituale:

Gesù mio,
credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare.
Ti amo sopra ogni cosa e Ti desidero nell’anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
Come già venuto, io Ti abbraccio e tutto mi unisco a Te.
Non permettere che mi abbia mai a separare da Te.